
di Grazia Candido – Quale sarà il futuro del teatro “Cilea”? Per molti questa potrebbe essere
una domanda banale per altri invece,fondamentale perché l’unica “culla” dell’arte della città, quest’anno, potrebbe rimanere chiusa e orfana di stagione artistica. L’atteso “accordo” o meglio il protocollo d’intesa tra Comune di Reggio Calabria, Provincia e Regione per la gestione della stagione teatrale 2013-2014 del teatro cittadino c’è ma manca ancora oggi la firma. Le amministrazioni quindi, da quanto si legge nel verbale della riunione del 7 Novembre scorso, svoltasi a palazzo San Giorgio e alla quale hanno preso parte la Commissione Straordinaria del Comune, l’assessore provinciale Edoardo Lamberti Castronuovo, l’avvocato Francesco Zoccali (Dirigente generale del Dipartimento di Presidenza della Regione Calabria), il Segretario Generale del Comune Pietro Emilio, il Direttore Generale della Provincia dottor Minicuci, il Capo di Gabinetto della Presidenza della Provincia dottor Bagnato, l’avvocato Albanese funzionario del Comune in qualità di verbalizzante, si sono sì riunite al fine di stabilire i contenuti del Protocollo d’Intesa e di definire le volontà e gli impegni degli Enti futuri sottoscrittori dello stesso ma ad oggi, concretamente, c’è ben poco. Insieme all’assessore provinciale alla Cultura e alla Legalità Castronuovo “snoccioliamo” il verbale per capire che fine farà il “Cilea”.
“In un primo tempo la Regione per tramite del prefetto Panico, aveva detto di essere disponibile ad una certa somma che si aggirava dai 200 ai 400 mila euro che, uniti agli introiti del bar e a quelli della Provincia, avrebbe portato al raggiungimento dell’obiettivo comune. Ma in merito all’argomento, – ci spiega Lamberti – l’avvocato Zoccali chiarisce che, quanto alla concessione da parte della Regione di un contributo straordinario a parziale copertura delle spese di gestione del Teatro Comunale “Cilea”, l’entità di tale contributo non è quantificabile a priori e che, comunque, esso non può più essere concesso per l’annualità 2013 non essendo stato previsto nel relativo bilancio di previsione. Pertanto, la Regione è disponibile a concedere un contributo straordinario biennale per le annualità 2014/2015 da quantificarsi compatibilmente con le poste in bilancio. In ogni caso, – continua la lettura del verbale l’assessore alla Cultura – l’avvocato Zoccali manifesta la volontà della Regione Calabria di avere contezza del cartellone riportante il programma degli eventi e delle manifestazioni teatrali e di essere, dunque, coinvolta nell’attività di organizzazione e progettazione del cartellone stesso”.
Nel verbale si legge ancora che il “Dott. Lamberti chiede che vengano chiariti e specificati i termini del richiesto coinvolgimento sui processi formazione del cartellone teatrale da parte della Regione. Quest’ultima inoltre, vuole essere resa edotta del programma per avere garanzia di un livello di alta qualità delle attività teatrali programmate in considerazione del fatto che tali attività verrebbero finanziate con un contributo regionale. A tal fine chiede che il direttore artistico venga nominato con il comune accordo di tutti gli Enti sottoscrittori”.
Pur lentamente, sembra che la “matassa Cilea” si stia snodando ed è lo stesso assessore Lamberti a ribadire che “per quanto riguarda la condivisione dell’eventuale nomina di un direttore artistico non ha nulla da eccepire. Tuttavia, rileva come l’idea della Provincia sia invece quella di istituire un comitato artistico sotto la direzione di un coordinatore. Un comitato composto da un rappresentante designato da ciascun Ente in modo da avere figure professionali con specializzazioni diverse necessarie per la formazione del cartellone”.
E quindi siamo a buon punto?
“E no, perché hanno cambiato idea. L’avvocato Zoccali ha chiesto chiarimenti sul funzionamento del comitato artistico e, in particolare, sulla competenza all’adozione delle decisioni finali. E io ho chiarito che le decisioni finali verrebbero adottate dal Comitato artistico sotto il coordinamento del coordinatore e che anche nelle stagioni teatrali passate è sempre stata adottata questo tipo di soluzione”.
Allora, nessuna boccata d’ossigeno per il nostro teatro?
“La verità è una sola: qui della città e del teatro non gliene frega niente a nessuno. Qui è solo una questione di potere perché pensano da incolti quali sono, che il teatro sia un luogo di potere. Il teatro è un luogo di cultura, la tragedia non è di destra né di sinistra. Si dice che la cultura si deve separare dal potere politico ma non è così perché se addirittura si vuole intervenire sul cartellone è inutile continuare a parlarne. Se un cartellone è valido o no lo decide il pubblico. Cosa ne sa Giorgio Albertazzi del pubblico di Reggio Calabria o di lirica? Mi va bene Albertazzi come direttore artistico ma se non mi date la possibilità economica per poter stilare un cartellone, come possiamo portare avanti una stagione teatrale? Noi ci stiamo mettendo la faccia, io ho già contatti con Roma per fare quello che stanno facendo al teatro dell’Opera per quattro soldi. Si fanno scrupoli ora ad erogare circa 400 mila euro per il cartellone degli spettacoli quando per una sola opera, per una sola sera, per 900 persone di cui il 50% non paganti, hanno speso 300 mila euro. La gente deve sapere che ogni anno il bilancio del teatro Cilea era meno 2 milioni di euro”.
E se non ci sarà l’accordo con la Regione cosa accadrà?
“Noi andremo avanti lo stesso utilizzando quei mezzi che sono nelle mani del politico: i rapporti personali e la sinergia tra le istituzioni locali. E intendo: Conservatorio Cilea, Accademia di Belle Arti e Facoltà di Architettura. Faremo calcare le scene a quelli che sono bravi, meritocraticamente parlando e non ai cugini, parenti e amici. Se il teatro non lo apriamo ora ai giovani e alle scuole sarà sempre vuoto e ci troveremo 20 persone dentro e fuori, sulle scale del B’art, 800 mila. E questo accadrà non perché quei ragazzi sono incolti ma perché hanno paura del teatro. Non dimenticate che il maestro Muti è venuto gratis a Reggio e anche la mostra “Arte torna arte” non ha avuto costi. La politica deve conferire alle azioni amministrative tutto il know-how di cui dispone e non le carte o trincerarsi dietro la burocrazia”.
E per Natale i reggini avranno qualche regalo?
“E’ stata già stanziata la somma per una serata dedicata ai giovani talenti under 30 di tutti i settori: teatro, danza, musica classica, leggera, folk ed etnica. Tutti artisti reggini e sarà una specie di manifesto dell’arte locale. Inoltre, azioneremo la politica del pagare poco ma pagare tutti comprese le istituzioni”.
Assessore, come vede il futuro del teatro “Cilea”?
“C’è una grande volontà di riaprirlo e c’è una forte contrapposizione che a mio avviso è ideologica e non politica. Ribadisco, io non ho alcun problema con Albertazzi, non vogliamo fare i direttori artistici e mi dispiace vedere il teatro chiuso. Purtroppo, in questa città quando vuoi fare qualcosa di buono secondo la voce del popolo c’è dietro la recondita voglia di metterti dei galloni. Io non voglio alcun gallone, voglio partecipare alla vita del teatro in una misura tale che possa essere utile alla città. Non ho bisogno del Cilea per andare a vedere un’opera lirica perché grazie a Dio, posso andare in altri teatri italiani. Però, vorrei che i miei cittadini che non possono spostarsi per vari motivi a Napoli, Roma, Venezia, Milano possano andare a vedere un’opera a Reggio. E’ un peccato questo? Sappiate che non mi fermerà nessuno e costi quel che costi, io andrò avanti, utilizzerò tutti i mezzi della democrazia perché la gente deve sapere come stanno le cose. Devono darmi una spiegazione perché il teatro Cilea deve restare chiuso”.




