degli Ebrei e sulla, cosiddetta, “soluzione finale” adottata dal regime nazista sia in Germania che nei paesi europei – Italia compresa – caduti sotto il controllo tedesco durante le diverse fasi della II Guerra Mondiale. Un omaggio doveroso dunque alle vittime ma anche un’analisi rigorosa del fenomeno Shoah colto in tutta la sua problematicità e nelle sue diverse, complesse, sfaccettature, sia che si parli dei carnefici che delle vittime, dei “Giusti” che rischiarono anche la vita permettere in salvo i perseguitati che di coloro che, per paura o indifferenza, fecero finta di non vedere e sentire, fino agli scrittori (l’Anassilaos ha ricordato non a caso nel 2012 Primo Levi), ai poeti (Nelly Sachs) e al filosofo Hannah Arendt, anch’ella ricordata da sodalizio reggino in occasione del processo Heichmann, creatrice del concetto della “banalità del male” che tanto ha fatto infuriare e/o riflettere non fosse altro per l’idea che il male – pur nella specificità della shoah e nelle specifiche condizioni storiche in cui essa si realizzò – è sempre in agguato. La conversazione del Prof. Romeo sarà preceduta brevemente da alcune letture di poeti e scrittori reggini a dimostrazione di quanto, ancora oggi, a distanza di 72 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz , quel dramma incida sulle coscienze degli uomini onesti.




