Di rifiuti si può anche morire. Non è una semplice provocazione bensì, l’epilogo di una situazione che giorno dopo giorno fa crollare speranze ed attese riposte dai cittadini reggini nei confronti degli enti preposti alla raccolta e smaltimento dei rifiuti.
I sedici anni di commissariamento della Regione Calabria, in tema di rifiuti, restituiscono ai cittadini una terra in piena crisi. L’emblema di tale situazione è rappresentato dalla città di Reggio Calabria in cui , dopo proclami e qualche tentativo, la raccolta dei rifiuti non riesce proprio a decollare.
A Gallico il pattume continua a straripare fuori dai cassonetti e la tensione accumulata dai cittadini rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba ecologica e sociale. Nelle notti del 1 e 10 gennaio nella zona superiore del quartiere reggino si è sfiorato il dramma. I cassonetti dei rifiuti, posti in Via Madonna, sono stati dati alle fiamme e l’incendio, oltre a generare nubi di ceneri tossiche, ha bruciato gli alberi prospicienti il punto di raccolta scatenando lingue di fuoco alte diverse metri e mettendo a repentaglio l’incolumità di cittadini che hanno la propria abitazione vicino al luogo interessato dalle fiamme. Solo il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio.
A seguito degli avvenimenti sono state avanzate richieste all’amministrazione comunale di rimozione dei cassonetti ed il collocamento in luoghi più sicuri ove non insistano insediamenti abitativi. Basti ricordare che a qualche centinaio di metri è presente un’area “libera” in cui poter sistemare i cassonetti adibiti per la raccolta senza arrecare danni a cose o persone.
Al problema dei roghi, pratica incivile oltre che dannosa, va ad aggiungersi un problema di carattere igienico – sanitario. L’aumento delle temperature di questi giorni è causa della proliferazione di insetti, topi e microrganismi che trovano proprio nella spazzatura l’ambiente ideale per vivere. I primi caldi, inoltre, favoriscono il diffondersi del cattivo odore rendendo l’aria irrespirabile. Senza contare che la putrefazione di tutto l’indifferenziato, può generare percolato se i cumuli vengono lasciati per parecchio tempo sotto il sole.
E’ evidente che l’ubicazione dei cassonetti, oltre a rappresentare il pericolo concreto per il ripetersi di eventi già realizzatisi , costituisce un grave e continuo pericolo per l’intera zona residenziale.
Pertanto, si invita l’amministrazione comunale alla rimozione e la sistemazione in altro luogo. Evitando inutili prese in giro di fronte ai richiami ed alle varie segnalazioni atte alla tutela, la sicurezza e la salute dei propri cittadini.
Aldo De Caridi
Ex Consigliere del Comune di Reggio Calabria




