Dalle ricostruzioni effettuate dai carabinieri della compagnia di Cosenza si è riuscito ad identificare l’autore dell’aggressione avvenuta l’altro ieri all’interno del Parco Robinson di Rende. Utili a tal fine sono risultate anche le numerose testimonianze raccolte.
Dalle prime indiscrezioni sull’identità dell’aggressore, si era subito stabilito che si trattava di un giovane minorenne, che al momento del vergognoso atto, a danno di un anziano che si trovava seduto in una panchina del paro, era in compagnia di un suo coetaneo -che si appurerà successivamente essere lì per testimoniare l’avvenuta aggressione -.
A dare valore a quanto ricostruito, è stato lo stesso ragazzo che presentandosi ieri mattina presso la Caserma dei Carabinieri di Cosenza, e sentito alla presenza dei genitori, ha dichiarato di essere stato lui a compiere l’insano gesto, autoaccusandosi.
Ma a lasciare senza parole gli investigatori, sembra non essere stata solo la brutalità del gesto -deplorevole in sé – ma soprattutto la motivazione di quanto accaduto, infatti sempre da quanto emerge dalle stese dichiarazioni del giovane, alla base del folle gesto non ci sarebbe una reale motivazione, se non quella di compiere un gesto per essere ammesso all’interno di una comitiva di coetanei, e la presenza dell’amico serviva per testimoniare proprio il superamento o meno della prova.
Dario Benincasa




