Le confessioni estorte con la tortura, le accuse infamanti di sodomia, idolatria ed eresia,l’accusa di adorare Bafometto, che portarono alla distruzione dell’Ordine dei
Cavalieri Templari, uno dei più importanti ordini cavallereschi del Medioevo, con la morte sul rogo a Parigi, il 18 marzo del 1314, dell’ultimo Gran Maestro dell’Ordine Jacques de Molay e di Geoffrey de Charnay, soprattutto per impulso del re di Francia Filippo IV che piegò la debole volontà di papa Clemente V allo scopo di impadronirsi dell’immenso patrimonio dell’Ordine, hanno da sempre attirato l’attenzione degli storici e la curiosità dei tanti attratti da presunti misteri, riti segreti, iniziazioni, orge. Nulla di questo noi ovviamente troviamo nella ricerca che la Dr.ssa Elisa Costa ha dedicato alla presenza, all’opera e all’attività dei templari in Sicilia in un lungo arco di tempo che va dai Normanni (Ruggero II, Guglielmo I e Guglielmo II, Tancredi) agli Svevi (Enrico, Federico II, Corrado, Manfredi) fino agli Angioini e agli Aragonesi di Sicilia.Uno studio rigoroso condotto su una ricca documentazione che offre pochi spazi ai ricercatori del sensazionale ma proprio per questo ci consente, sia pure da un angolo di visuale particolare (la Sicilia), di conoscere la struttura dell’Ordine e di capire, forse, le ragioni della sua distruzione. Tali ricerche sono poi confluite nel volume “1145-1318 La Militia Christi in Sicilia: il caso templare” pubblicato da Edizioni Leonida da cui prenderà le mosse l’incontro culturale promosso dall’Associazione Anassilaos che si terrà martedì 13 luglio alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso con l’intervento, oltreché della Dr.ssa Elisa Costa, anche del prof. Luciano Catalioto, docente presso l’Università di Messina e Direttore della collana «Mare Nostrum», Casa Editrice Leonida




