Per i cinque anni in cui ho avuto l’onore di lavorare con Agazio Loiero, cinque anni difficili e intensi, forte delle esperienze professionali fatte in passato mi sono sforzato di dare al ruolo assegnatomi una sua credibilità autonoma. Ho trasferito nel nuovo incarico l’eticità pubblica e la passione civile che hanno caratterizzato la mia attività di inviato di Repubblica o, in una breve parentesi, di direttore del Quotidiano della Calabria, o ancora in quella di giovane cronista a L’Unità, l’Ora, Il Giornale di Calabria, in una stagione, cioè, caratterizzata da forti motivazioni civili.
Se ci sono riuscito o meno è un giudizio che affido alla vostra benevolenza. Io posso assicurare che in questa gratificante vicenda professionale e personale mi sono attenuto a quelle regole deontologiche che caratterizzano o dovrebbero caratterizzare l’attività di ognuno di noi chiamato a svolgere questo bellissimo mestiere. Ho operato, insomma, nel rispetto dei cittadini cercando di facilitare, anche con nuovi prodotti in formativi, il lavoro dei mezzi di comunicazione che, in una realtà come la nostra, incontrano difficoltà di ogni tipo. Ho offerto collaborazione e ho ricevuto altrettanta collaborazione di cui vi sono grato.
In questa azione, tesa a rendere più trasparente il governo della cosa pubblica, ho avuto compagni di viaggio meravigliosi che ringrazio per avere sopportato anche le mie paturnie: Giovanni Merlo, mio validissimo collaboratore diretto e amico, i colleghi dell’ufficio stampa e del nuovo Calabria Web, le giovanissime redattrici del servizio informazione multimediale che meritano un premio all’entusiasmo, alla versatilità alla qualità professionale, un patrimonio che non può andare assolutamente disperso e che, anzi, mi auguro sarà ulteriormente valorizzato.
Ringrazio Loiero per la fiducia che mi ha accordato e che spero di avere ripagato con un impegno senza pause.
Un caro saluto a tutti voi. Lascio l’incarico ma non esco di scena. Sono certo che le nostre strade s’incroceranno ancora.
Pantaleone Sergi




