
e, nonostante il meritato successo, restano con “i piedi ben saldi a terra perché la fama può sparire all’improvviso”. Loro sono i Modà, uno dei gruppi italiani pop-rock più in voga in questo momento, guidati dalla voce di Kekko Silvestre. Proprio con Kekko cerchiamo di scoprire qualcosa sul futuro della band che, impegnata con la tournèe estiva e a breve partirà quella autunnale “Viva I Romantici Tour 2011”, chiude a Reggio Calabria i mini live targati Rtl 102,5.
La vostra avventura parte nel 2003 e, da lì in poi, dopo una lunga gavetta per i Modà inizia un percorso fatto di successi, dischi di platino, addii di componenti storici della band, ma il progetto del gruppo non si arena? Tu sei stato in un certo senso il Caronte della situazione.
“Ogni anno ha segnato la vita della band. Il nostro non è stato un progetto costruito a tavolino ma sulla base di un percorso che, inizialmente, è stato faticoso. Dopo 10 anni di carriera dove abbiamo sofferto e combattuto fa piacere, giunti al V disco, vedere che siamo riusciti a realizzare un nostro grande sogno, che non è stato tutto inutile. Il successo è aiutato anche da una buona dose di fortuna ma un ringraziamento speciale va al nostro manager Lorenzo che ha scommesso su di noi mettendo nel progetto Modà tutti i suoi mezzi, la sua esperienza, la sua faccia. Siamo consapevoli di non essere arrivati ma è un ottimo punto di partenza per continuare a scrivere e cercare a riconfermarsi. Affermarsi è facile ma è più difficile ritrovare il consenso del pubblico. La tenacia e l’umiltà che ci ha sempre contraddistinto ci ha aiutato molto”.
I tuoi testi raccontano le sfaccettature dell’amore, si avvicinano ai giovani, al loro mondo. Vuoi dire qualcosa a chi ancora oggi, non ha capito il valore della vita?
“Non credo che per tutti sia così. E’ vero che le generazioni cambiano, i giovani perdono la voglia di credere nelle tradizioni, nei veri valori, nella famiglia. Purtroppo, col passare del tempo cambia il modo di vedere ciò che ci circonda ed è naturale che i ragazzi siano distratti da cose molto astratte, a volte futili. Il mio consiglio è di ricercare nella tradizione, nei loro cari, l’amore, la giusta spinta per poter fare ciò che amano e desiderano davvero senza sprecare le opportunità che la vita ci riserva. Questo è l’unico modo per tenerli lontani da tentazioni e pericoli”.
Passiamo ai contenuti del disco e del tour 2011 (“Viva i romantici”). I Modà hanno speso parole anche per quel “romanticismo” che li contraddistingue, tanto da diventare il leitmotiv delle vostre canzoni. Ma sappiamo ancora sognare?
“Dobbiamo sognare. Non possiamo smettere di farlo perché finiremmo di perdere le straordinarie sfaccettature che la vita ogni giorno ci dona. Il nostro popolo è stato sempre un grande sognatore, ha lottato per realizzare i suoi sogni e noi non possiamo distruggere tutto quello che c’è stato lasciato”.
Qual è il segreto del vostro successo?
“Noi abbiamo lavorato tantissimo e creduto in un progetto che non tutti condividevano. Però, come ogni cosa della vita, c’è un percorso da fare: salite e discese da percorrere in fretta. Così è accaduto a noi, e oggi, continuiamo quel percorso fatto di tenacia, studio, tanti sacrifici e un’immensa umiltà. Non siamo star, siamo ragazzi che amano la musica e finché lo sapranno fare continueranno a scriverla e a cantare”.
Hai scritto canzoni, gettonatissime in radio, per alcuni vincitori del talent show “Amici” (Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Virginio). Credi che questi programmi possano fornire una preparazione adeguata a chi vuol fare il cantante?
“I Talent show sono una carta vincente per i ragazzi e poi, sono diventati la discografia moderna perché è difficile oggi, trovare una casa discografica che scommetta sui giovani. Noi siamo stati fortunati ma non è così per tutti. Ora funziona che a scoprire i talenti siano proprio questi programmi quindi credo che i talent show siano da fare, forse bisognerebbe farne di più per scoprire i tanti talenti che ci sono in giro. Io sono onorato di scrivere canzoni per gli allievi di “Amici” e poi quello che do a loro resta sempre un mio figliolo, una mia unica creatura”.
Progetti futuri.
“Finiremo il tour ad ottobre con altre 15 date in alcune città italiane, non torneremo a Reggio Calabria il 22 ottobre ma non voglio che restino male i fans per la cancellazione del concerto. Ci riposeremo almeno un anno e poi ritorneremo. Abbiamo bisogno di staccare la spina, dobbiamo pensare a noi stessi, alle nostre famiglie. Ho bisogno di stare a casa e scrivere dei testi all’altezza dei veri romantici”.
Quindi niente Sanremo?
“No, devo fermarmi. Sanremo è un’esperienza unica, da vivere, ma quando si arriva ad un certo punto devi alzare il freno e spegnere il motore. I Modà lo devono fare ma torneranno con un altro disco che non vi deluderà”.
Lascia un messaggio ai tuoi fans.
“Io amo i calabresi, mia madre è di Crotone, e ci ritorno sempre con molto piacere in questa calorosa Regione. La Calabria mi ha sempre accolto benissimo, sono stato travolto da eccessi d’amore. Vi ringrazio perché ogni volta che veniamo qui ci sentiamo a casa. Quando sei lontano dai tuoi affetti, senti sempre un po’ di malinconia delle tue cose, dei luoghi in cui hai vissuto ma poi quando ricevi questa accoglienza, l’affetto che sapete ogni volta donarci, tutti i mali passano”.




