Ho letto con attenzione il documento firmato da 575 dirigenti del Pd Calabrese e, come si conviene tra persone che hanno scelto di percorrere un tratto di strada – il più lungo possibile –
in comune, non posso fare a meno di esprimere sentimenti di preoccupazione per la situazione di lacerazione che si va delineando non solo nel partito ma nell’intera coalizione di centro sinistra!
Premetto che sono tra i più convinti sostenitori dell’allargamento della coalizione all’UDC, non fosse altro che per la comunanza di ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa, ma non posso non denunciare la strumentalità enunciativa di quanti assegnano a tale evento un significato distorto e dirompente rispetto a quanto sin qui operato dal Governo regionale di centro-sinistra rispetto alle politiche in favore delle famiglie, del lavoro, della legalità, dell’accoglienza e dell’inclusione sociale!
E’ difficile pervenire a sintesi unitaria senza dare ampio riconoscimento allo sforzo immane che il Governo regionale ha svolto per conquistare la fiducia dell’Europa, così come altrettanto difficile sarà proseguire nel cammino riformista se non si ha il convincimento pieno che in Calabria, dopo le diverse esperienze di centro-destra e di centro-sinistra, il coinvolgimento dell’UDC dovrà avvenire su programmi avanzati, condivisi in primis da quella sinistra che ha dimostrato tanta affidabilità e lealtà!
Chiedo formalmente alla classe dirigente nazionale e regionale del PD un supplemento di disponibilità personale e politica affinché si eviti il baratro di uno scontro che altro non produrrebbe che consegnare la Regione ad un centro-destra inconcludente, già sperimentato e conosciuto per i danni che ha provocato alla gente di Calabria!
Mario Muzzì – Direzione Regionale PD




