Non siamo stati facili profeti o veggenti, ma avevamo scritto quello che si è puntualmente verificato poichè viviamo quotidianamente la pesante situazione dei trasporti nello stretto.
Quest’oggi, infatti, decine di viaggiatori, in primis studenti e lavoratori pendolari, che attendevano la corsa dell’aliscafo delle ore 8.15 sono stati lasciati a terra poiché l’aliscafo non poteva contenere ulteriori viaggiatori.
Le proteste sono state enormi, ma l’esito della questione non è mutato con le pesanti conseguenze del caso poiché la corsa successiva è, addirittura, prevista alle ore 10.00.
Al di là delle parole e dei proclami, la realtà quotidiana che i cittadini vivono sulla propria pelle è rappresentata da un sistema dei trasporti nell’area dello stretto non degno neanche del terzo mondo, con il dovuto rispetto per quelle zone povere e dimenticate.
Ai soliti tromboni che, dal chiuso dei palazzi del potere, chiacchierano e disquisiscono sull’area metropolitana e sulla conurbazione dello stretto rispondiamo semplicemente invitandoli a sostare nel porto reggino una qualsiasi mattina presso l’imbarco degli aliscafi, dei rarissimi aliscafi. Potranno così, forse, capire le reali condizioni del trasporto tra le due sponde dello stretto.
Ricordiamo, infatti, che sono previste soltanto due corse utili per raggiungere, non il luogo di vacanza o relax, bensì il posto di lavoro o di studio vale a dire la corsa delle ore 6.45 e quella delle ore 8.15 con i rischi, annessi e connessi, di restare a terra e di perdere la giornata di lavoro o di studio poiché, come detto, la corsa successiva è prevista alle ore 10.00.
E’ da troppo tempo che veniamo presi in giro dai vari progetti faraonici o improponibili e dai relativi ricorsi alla magistratura amministrativa, Tar prima e Consiglio di Stato dopo. Adesso ci viene detto che proprio nelle prossime ore si dovrebbe chiudere la querelle giudiziaria relativa al progetto e all’appalto della metropolitana del mare.
I fatti concreti certificano inequivocabilmente che stiamo assistendo ad un vero e proprio attentato al diritto alla mobilità e al trasporto dei cittadini.
Siamo convinti che in nessun luogo del cosiddetto occidente industrializzato, i pendolari, lavoratori o studenti, vengano abbandonati a causa della mancanza di posti in un mezzo di trasporto.
Tutto questo, anche questo, accade, purtroppo, qui a Reggio Calabria. E, tragicamente, accade con il complice silenzio, triste ed assordante, delle autorità che dovrebbero quantomeno difendere e salvaguardare le popolazioni di questo sfortunato territorio.




