Riceviamo e pubblichiamo: La ventilata partenza dei bronzi dalla città dello Stretto per un periodo di quattro-sei mesi è una ipotesi suicida per l’intera città di Reggio e per l’intero comprensorio
, perché priva una provincia dell’unica vera attrattiva per turisti, studiosi e quanti vogliano trovare un solo motivo di interesse per venire nella nostra città. Ad oggi non si vede la necessità di un trasferimento delle due statue a Roma per un presunto trattamento di restauro e tale decisione probabilmente ha una sola chiave di lettura, quella di penalizzare ulteriormente la nostra città già molto bistrattata da un governo centrale filo leghista, che umilia, annienta, e discrimina un Mezzogiorno d’Italia e in modo particolare, una Calabria sempre più in difficoltà. Sono evidenti a tutti i rischi che corrono le due Statue nel trasferimento da e per Reggio. La fragilità della loro composizione è evidente anche al più distratto osservatore; ma la circostanza che mi lascia più perplesso è il pressapochismo dimostrato da una classe politica supina rispetto alle volontà che vengono confezionate ed imposte dall’alto e alle quali nessuno osa ribellarsi. Mi chiedo, dove sono andati a finire tutti i facinorosi che qualche anno fa facevano le ronde (veri precursori del nuovo modello sicurezza voluto da Maroni) intorno al museo, per il terrore che qualcuno nottetempo potesse fare il blitz per il trasferimento in altre città? La decisione appare assolutamente pretestuosa perché se i Bronzi non avevano bisogno di un maquillage a luglio, allorquando si ipotizzava un loro trasferimento in Sardegna nell’ambito del G8, perché oggi spunta questa ipotesi? E mi chiedo e vorrei sapere chi ha diagnosticato questa malattia grave ed improvvisa che impone uno spostamento a Roma? E se veramente bisogna fare degli interventi, perché non farli a Reggio? Non vorrei che avessero ragione quanti e sono sempre più numerosi, pensano che questa decisione sia il prezzo da pagare per avere il via libera alla palma di contendente del Presidente Loiero. Perché, se così fosse, e lo vedremo nelle prossime settimane, la simpatia popolare e il compiacimento degli addetti ai lavori per una possibile candidatura reggina alla carica di Governatore della Calabria, potrebbe scemare a tal punto che tutta questa situazione si rileverebbe un boomerang pericoloso per Reggio e per i suoi paladini.
Dott. Paolo Roberto Mallamaci
Segretario Provinciale dell’UDC




