“Le iniziative commemorative e le riflessioni per i 150 anni dell’unità d’Italia inizieranno in Calabria con la rievocazione di una “memoria storica regionale”: il disarmo dell’esercito borbonico che
avvenne nel 1860 in territorio di Soveria Mannelli; questa rinnovata maggioranza – e segnatamente l’assessorato alla cultura che è tra le deleghe assegnate alla Lista Scopelliti – non poteva scegliere miglior modo per evidenziare il contributo che questa regione ha dato al Risorgimento”.
Lo afferma l’On. Giovanni Bilardi, capogruppo della Lista Scopelliti in Consiglio Regionale, secondo cui “la cultura calabrese deve considerarsi fortunata per la titolarità di un fine intellettuale come Mario Caligiuri all’assessorato in indirizzo, nella consapevolezza che con lui si darà vita ad iniziative di spessore e si volerà sempre alto nella promozione culturale sul territorio.
E’ questo un settore, dice Bilardi, in cui nelle passate legislature si sono registrate troppe camarille e comunque un uso raffazzonato e dilapidatorio delle risorse, che non ha determinato benefici diffusi bensì tornaconti di pochi, con l’aggravante di un utilizzo più politico che intellettuale dei flussi finanziari.
Del resto – ha continuato l’On. Bilardi – cresce sempre di più tra i cittadini – e tra i giovani con livelli di scolarizzazione apicale – la ricerca e l’attesa di eventi culturali, con la precisa cognizione che il riscatto d’immagine e l’emancipazione socio-economica della Calabria non possa prescindere da un’offerta di bagagli intellettuali che concorrano a formare le coscienze delle nuove generazioni.
I 150 anni dell’unità della Nazione – ha detto Bilardi – dovranno conclamare che l’Italia è una ed indivisibile, che i cittadini hanno eguali diritti e doveri riguardo allo Stato ed alle sue leggi, che il Risorgimento è una pagina della storia che ha permesso la realizzazione di una Patria, di una bandiera, di una coscienza d’italianità.
Crediamo – ha concluso l’On. Bilardi – che anche la provincia di Reggio Calabria abbia l’obbligo storico di celebrare l’unità d’Italia, per cui – con la volontà del buongoverno – candidiamo questo territorio a concorrere alla rievocazione ed all’esegesi critica dei fatti d’Aspromonte e degli altri eventi risorgimentali del reggino, che sono da considerarsi accadimenti storici caratterizzanti le volontà unitarie dei calabresi di ieri e la indissolubilità dell’oggi.”




