“Un fatto gravissimo che testimonia come i ripetuti allarmi lanciati dal PdCI sulla asfissiante pressione criminale che la ‘ndrangheta opera quotidianamente sulle ditte impegnate nei cantieri della A/3 sia una vera e propria emergenza”. Il segretario regionale dei Comunisti italiani e assessore regionale all’Urbanistica, Michelangelo Tripodi, esprime tutta la sua preoccupazione in merito alla notizia relativa alle pesanti minacce subite questa mattina a Bagnara da alcuni operai di un cantiere dell’impresa “Cossi” di Sondrio che sta realizzando un lotto dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. “Quello che è successo stamani è veramente allucinante – spiega Tripodi –. L’autostrada è ormai come il Far West, dove, armi in pugno, tutto può accadere alla luce del sole. Va ben oltre il limite di ogni preoccupazione, infatti, che in pieno giorno degli operai durante il lavoro vengano fatti sdraiare a terra e minacciati con un fucile a canne mozze. Una preoccupazione ancor più sentita se si pensa che già in passato l’impresa aveva subito e denunciato altre pesanti intimidazioni”. “Come PdCI – spiega Tripodi – avevamo più volte espresso la nostra posizione su quanto sia insostenibile la situazione della sicurezza per le ditte che operano per l’ammodernamento dell’autostrada, denunciando con grande forza e con cifre alla mano, il rischio di abbandono dei lavori del tratto reggino della A/3 che rischia di rimanere un’altra eterna incompiuta. Da un lato, infatti, c’è la criminalità organizzata che minaccia e taglieggia – prosegue il segretario regionale del PdCI – dall’altra c’è l’Anas che fa orecchie da mercante alla revisione prezzi richiesta dalle imprese rispetto agli ormai datati appalti iniziali, con il risultato che dalla pausa estiva parecchi cantieri sono ancora fermi. Una situazione insostenibile che la dice tutta dell’abbandono dello Stato su una delle opere infrastrutturali più importanti non solo per la Calabria e per il Sud, ma per l’intero Paese”. Secondo Michelangelo Tripodi servono “misure urgentissime da parte dello Stato per correre ai ripari prima che la situazioni degeneri irreparabilmente” “Le responsabilità ci sono e sono facilmente individuabili – afferma il segretario regionale del PdCI – considerando che finora è stato letteralmente disatteso il protocollo d’intesa siglato in pompa magna tra Anas, Prefettura di Reggio Calabria e imprese che hanno l’appalto in questione (vale a dire il General Contractor composto da Impregilo e Condotte) che prevedeva la presenza fissa nei cantieri tra Gioia Tauro e Scilla di postazioni delle forze dell’ordine. Purtroppo di tutto questo è rimasto carta straccia e la ‘ndrangheta continua a farla da padrona come è successo anche oggi”. Serve quindi un segnale forte – conclude Michelangelo Tripodi -. Bisogna fronteggiare l’emergenza mafiosa, in modo serio, efficace, con azioni concrete di contrasto e di lotta alla ‘ndrangheta, e non con i soliti proclami e niente fatti concreti che caratterizzano l’azione del governo Berlusconi. Siamo sul baratro e la denuncia non può restare inascoltata e cadere nel vuoto”.
Reggio Calabria, 6 novembre 2008 Ufficio Stampa PdCI Calabria




