La strage dei lavoratori continua, e poco importa che siano italiani o stranieri. L’uguaglianza nella disperazione supera le distinzioni etniche ed annulla di colpo la barbarie razzista che grazie a cattivi maestri dai colletti bianchi, ma dalla coscienza sporca, ormai imperversa nell’Italia del nostro tempo.
Nel 2008, i quotidiani gravi incidenti sul lavoro che si registrano nei cantieri di tutta Italia, con ogni probabilità, supereranno i record negativi degli ultimi anni, che già nel 2007, con gli oltre 1300 lavoratori deceduti e le migliaia che hanno subito gravi lesioni, hanno toccato punte allarmanti.
Una strage continua, più volte denunciata anche dal Capo dello Stato ai cui appelli, però, non sono seguiti interventi incisivi da parte degli organi di Governo ed a cui fanno da contraltare una Confindustria estremamente aggressiva, che non vuole cedere nulla sul versante dell’egoistica difesa ad oltranza dei profitti, ed un sindacato diviso e, perciò, sprovvisto di una linea precisa, indispensabile per recuperare i colpevoli cedimenti registrati in questi anni sul fronte del diritto alla sicurezza dei lavoratori.
Senza che quasi ce ne accorgessimo in Italia è avvenuto, con metodologia mimetizzata da modernismo, un mutamento epocale nei rapporti tra aziende e lavoratori. Prima con la soppressione della scala mobile, garanzia unica del potere di acquisto; poi, smantellando pezzo per pezzo lo Statuto dei lavoratori.
Tutto ciò in presenza di un movimento sindacale non sempre deciso nella difesa dell’irrinunciabile diritto dei lavoratori alla sicurezza. Per arginare questo massacro, che tra giovedì e venerdì scorso ha registrato la morte sul posto di lavoro di ben 12 operai, ognuno dovrebbe fare la propria parte, anche a tutela delle famiglie delle vittime.
A tale proposito, il sottoscritto il 19 maggio scorso ha presentato una proposta di delibera al Consiglio comunale della nostra città, relativa alla corresponsione di indennità in favore dei superstiti delle vittime di incidenti sul lavoro, residenti a Reggio.
Questa proposta deliberativa prevede la costituzione di “un fondo comunale in favore dei figli delle vittime con basso reddito per garantire loro il diritto allo studio e scongiurare il rischio di abbandono o dispersione scolastica dei figli dei lavoratori deceduti, che spesso oltre al congiunto si vedono mancare una fonte di reddito, a volte l’unica”.
Il provvedimento che ha lo scopo di concorrere a tutelare un diritto costituzionalmente garantito, a distanza di quasi sei mesi dalla sua presentazione, non è stato ancora preso in considerazione dalla nostra amministrazione comunale che preferisce, come è noto, investire le proprie risorse in settori più lucrosi sotto l’aspetto del ritorno elettorale. E pensa ai meno fortunati con interventi che fanno ripiombare la nostra città a concezioni paternalistiche – assistenziali di un lontano passato che si sperava superato in un Paese moderno come il nostro e che, chiaramente, possono essere funzionali al consenso elettorale: infatti, è così che interpreto le misure adottate nella recente delibera di riequilibrio di bilancio 2008.
Pertanto, mi auguro da parte dall’amministrazione comunale un ripensamento complessivo sul futuro della città di Reggio che da un lato si vuole sfavillante di artificiose ed improbabili luci, dall’altro si “fregia” di misure meramente assistenziali, demagogiche ed offensive della dignità delle persone, trascurando gli interventi strutturali a tutela di diritti, che nel tempo potrebbero dare risultati concreti di crescita sociale della nostra città.
Reggio Calabria, 6 ottobre 2008
Il capogruppo dei D.S. al Consiglio comunale
dott. Demetrio Martino




