L’assessore alle Politiche Ambientali, Antonio Caridi, abbraccia la causa “amianto” riguardante lo stabilimento “O.me.ca. – Ansaldobreda” di Reggio Calabria.
“Non posso che esprimere il mio sostegno ai lavoratori ed alle sigle sindacali che, da molti anni, stanno portando avanti la battaglia per il riconoscimento agli operai dell’esposizione all’amianto: quest’ultima, infatti, viene riconosciuta ai dipendenti dello stabilimento solo fino al 1989, ma, come è noto, dovrebbe andare ben oltre se si pensa che gli operai hanno continuato a lavorare a contatto con l’amianto fino al 2001”, dichiara l’assessore comunale alle Politiche Ambientali Antonio Caridi. “I sindacati dello stabilimento – ribadisce – e le segreterie territoriali dello OO. SS. stanno lavorando affinché si dia giusta concretezza al riconoscimento dovuto: un iter che si sta sviluppando con incontri di contrattazioni ad hoc presso le sedi dell’Inail. I rappresentanti sindacali, inoltre, stanno cercando di instaurare anche una collaborazione con le forze politiche della Città in modo che i lavoratori possano finalmente ottenere il giusto riconoscimento per gli effettivi anni d’esposizione. A ciò – prosegue Antonio Caridi – vorrei aggiungere un interrogativo riguardante il fatto che, spesso, le commesse italiane vengono realizzate da aziende estere piuttosto che incentivare le nostre ditte italiane, tra le quali, appunto, l’Ansaldobreda, realtà che opera in quattro città: Pistoia, Napoli, Reggio Calabria, Palermo contando più di 3000 dipendenti e che, da anni ormai, si distingue per il suo prodotto e per la sue professionalità in tutto il mondo. Sono altresì disponibile – conclude l’assessore Caridi – ad impegnarmi per tutte quelle cause che abbiano, come obiettivo, la salvaguardia, la tutela e la serenità di tutti i lavoratori alle dipendenze dello stabilimento O.me.ca. Ansaldobreda della nostra città e delle loro famiglie”. (Roto San Giorgio)




