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Dal Siulp Calabria cordoglio ai poliziotti deceduti nelle ultime ore

27 Settembre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 2 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

La Segreteria Regionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) esprime il profondo cordoglio alle famiglie dei poliziotti deceduti in queste ore a Genova ed in Campania, che va ad allungare tristemente la lista dei caduti in servizio. 

L’ennesimo gravissimo lutto che ha colpito la Polizia di Stato ha spinto il segretario regionale del Siulp Calabria, Martino Santacroce a dichiarare “Dopo la morte dei tre colleghi, deceduti nell’assolvimento del proprio dovere al servizio della collettività, ci aspettiamo che il Governo possa riflettere sulle “nefandezze” prodotte dal suo famigerato decreto “anti-fannulloni”, riconoscendo la specificità del Comparto Sicurezza, emanando un decreto legge ad hoc che preveda la deroga per le forze dell’ordine e non come ha fatto finta di fare con gli emendamenti a DDL 1441 in discussione alla Camera.

Nessuno voleva delle morti per far ricredere un Ministro della Repubblica, ma ora vorremmo che andasse di persona a spiegare ai colleghi (ed ai loro famigliari) che continuano a rischiare sulla strada di stare attenti a non” ….ammalarsi”. Parole dure quelle di Santacroce, frutto di una rabbia esplosa dopo la morte violenta dei colleghi avvenuta in queste ore. “Il palese disinteresse mostrato verso coloro che ogni giorno rischiano la vita – continua il segretario generale regionale – non può essere assolutamente accettato. E’ un dato di fatto che le famiglie italiane non arrivano alla fatidica terza settimana, ma ora, per gli operatori di Polizia, oltre il danno la beffa. Chi è costretto per dovere a rimanere per ore sulla strada sotto la pioggia per prestare soccorso, per rilevare incidenti o anche solo per vigilare sulla sicurezza dei cittadini non può ammalarsi, altrimenti la propria famiglia rischia di non arrivare neanche alla seconda di settimana”!… Un Poliziotto o un Carabiniere, ammesso che volessero farlo come potrebbe  fare un altro impiegato dello Stato, non possono decidere di andare a lavorare con un braccio fasciato o ingessato, sono costretti dalle rispettive Amministrazioni a stare a riposo: anche questa è una specificità e deve essere riconosciuta con fatti e non con parole.  Esistevano già degli strumenti necessari per verificare i dipendenti cosiddetti “fannulloni, sarebbe bastato applicarli realmente ”e questo “coup de théâtre” ce lo potevano risparmiare

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