
da www.sanitacalabria.it – Mario Polimeni lascia l’incarico di Direttore Sanitario, ricoperto negli ultimi 4 mesi, per tornare a fare il primario nell’ospedale di Polistena. Incassa i ringraziamenti della commissione guidata dal Generale Massimo Cetola, “ha fatto molto bene ed ha rappresentato – ha detto Cetola – un punto di riferimento con grande spirito di sacrificio”.
Enzo Rupeni, goriziano, è consapevole di avere “accettato una sfida. Ha “girato molto” ricoprendo incarichi di medico dirigente (dal 1995 è stato direttore sanitario in tutte le USL del Veneto) e sembra avere le idee molto chiare. “Qui ci sono meccanismi consolidati che non sono funzionali ad una sanità efficiente, quindi dovremo mettere mano”.
E le “resistenze” alle quali egli stesso ha fatto cenno non lo preoccupano: “altrimenti non avrei accettato”.
“Se ho accettato l’ho fatto per poter realizzare qualcosa e questa è una azienda che ha grande bisogno di riorganizzazione”. Taluni settori “mancano completamente di organizzazione” e questo, secondo Rupeni, è anche “colpa di cambiamenti troppo ravvicinati”.
L’aspetto severo di Enzo Rupeni, mitigato da un tono di voce pacato si percepisce quando si dice intenzionato a mettere in camp misure radicali. “Questa è una regione che non ha bisogno di misure soft” altrimenti è “difficile vedere la luce fuori dal tunnel. Occorre porre mano”.
“Se i nostri cittadini vanno in altre regioni a farsi curare vuol dire che non hanno una risposta adeguata. Percepiscono che la nostra organizzazione sanitaria non è come le altre. Questo è lo sforzo che dobbiamo compiere.” Cambiare il volto dell’azienda, dunque, secondo Rupeni la missione da compiere per incrementare il livello delle prestazioni erogate.
Voglio assicurare sicuramente trasparenza”. Ovverosia, spiega Rupeni, “tutto quello che facci sono abitutato a motivarlo, posso sbagliare, ma dietro ogni provvedimento c’è uno studio improntato fondamentalmente sul rispetto delle regole. Mi considero una persona normale e regolare. Qui abbiamo bisogno di rispetto delle regole che, indubbiamente, in taluni settori di questa ASP, sono state dimenticate.”




