Rimane in carcere Petrov Stoykov, il cittadino bulgaro di 50 anni che, secondo le accuse, il 17 agisto scorso violento’ una ragazzina di 15 anni, figlia di una coppia di suoi connazionali, residenti in un paesino del vibonese. Il magistrato del tribunale di Palmi (Reggio Calabria) dinnanzi a cui e’ comparso per essere processato per direttissima, non solo ha confermato il fermo operato dai carabinieri della stazione di Spilinga, diretti dal luogotenente Francesco Cocciolo, ma ha anche disposto che venisse trattenuto in carcere. Una vicenda allucinante quella sofferta dalla piccola bulgara, fra l’altro figlia unica, studentessa, che era venuta dall’Est a San Nicolo’, la frazione di Ricadi, nel comprensorio di Capo Vaticano, sulla costa vibonese, per trascorrere qualche giorno di vacanza con i genitori. Ma Petrov, arrivato da San Ferdinando, dove fa il bracciante, a bordo di un motorino, dopo aver pranzato con la famiglia, approfittando del fatto che i genitori della ragazzina erano usciti per riprendere il loro lavoro pomeridiano, l’ha chiusa in una stanza e l’ha costretta a subire violenze sessuali. Per circa una settimana, per paura che una denuncia potesse ritardare il suo rientro in Bulgaria, la ragazzina ha pregato i genitori di non denunciare nulla. Ma poi hanno deciso diversamente e si sono recati alla vicina caserma dei carabinieri di Spilinga, dove ad attenderli c’era il comandante Cocciolo con il suo vice Andrea Mauri, a cui hanno raccontato la dolorosa vicenda. E quando il violentatore pensava d’averla fatta franca, il 29 agosto scorso venne arrestato mentre si trovava sul posto di lavoro. (AGI)




