Riceviamo e pubblichiamo:
Il deputato avv. Elio Belcastro, noto a tutto il mondo come lo è Einstein, ha sferrato un inaudito, arbitrario, votimevole attacco al compagno Enzo Infantino, segretario provinciale dei Comunisti Italiani. Chi sia il compagno Enzo Infantino, che ha preferito la via aspra dell’impegno politico nelle file dei Comunisti Italiani, sanno e benissimo non solo a Rizziconi, dove è notoriamente conosciuto il deputato calabro-siculo al servizio del governatore Raffaele Lombardo, ma in tutta la provincia di Reggio Calabria e oltre questa Provincia. E non è il caso di ricordarlo all’avv. Elio Belcastro, già al seguito del Nuovo PSI e quindi traslocato, per delusa ambizione politica al Mpa. Portatore, dunque, del perdurante bacillo del trasformismo, che ha corrotto il Mezzogiorno e ha finito con il consegnarlo alla criminalità organizzata, a mafia, camorra e ‘ndrangheta.
Il linguaggio del deputato Elio Belcastro, del quale ne risponderà in una aula di tribunale, appare rozzo, ma, in effetti, è ambiguo. Non chiama le persone con il loro nome. Fa solo allusioni. Come è frequente nel linguaggio dell’Onorata Società, che ama dire e non dire. Sicché il segretario provinciale Enzo Infantino avrebbe sopra la testa un padrone, che è difficile identificare e anche immaginare, essendo chiaro per tutti che i Comunisti non hanno padroni e si sono sempre battuti per spazzare via i padroni. I quali, però, debbono assai piacere al deputato Elio Belcastro dal momento che è corso subito a ripararsi sotto le grandi ali di Lombardo per una medaglietta precaria, provvisoria, vanitosa e vanagloriosa.
Ma della capacità di autonomia nel pensiero e nell’azione dei Comunisti Italiani non abbiamo nessuna voglia di dire e dimostrare al Gigante di Rizziconi , che, evidentemente, non solo di sanità, ma anche delle guerre di Putin, intende parlare con la “politica seria”. Quando la sua mente grande potrà ospitare qualche pensiero piccolo, sarebbe nostro desiderio che l’avv. Elio Belcastro ci dicesse perché Palmi andava bene quando l’ex Asl 10 gli commissionava consulenze ed incarichi legali e non va più bene quando si tratta di costruire in questo territorio un ospedale di tipo nuovo. Non è la sola contraddizione del deputato Elio Belcastro, il quale è davvero un portento. Tanto è vero che in appena due righe e mezzo riesce a mutare un cane in un lupo. Infatti scrive di non volere cadere nella trappola di chi cerca un minimo di pubblicità “abbaiando alla luna, tanto più quando gli ululati non sono propri (Sic)”.
Ma forse abbiamo dedicato assai tempo alla micragnosa arringa dell’avv. Elio Belcastro, che, ove fatta in aula di tribunale avrebbe destinato il cliente ad almeno trent’anni di carcere. Certe posizioni, che insultano l’intelligenza dei Calabresi, non meriterebbero neppure un cenno di risposta. Appena un rinvio al mittente come lo sputo in aria che ricade sulla faccia di chi lo ha emesso. Con dispregio dell’igiene politica in cui brillano i catoni stercorari.
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Provinciale di Reggio Calabria




