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Ospedale della Piana: la voce dei cittadini

23 Agosto 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

“Fermo restando il contenuto del documento approvato in sede di assemblea pubblica autoconvocata a Gioia Tauro da questo Comitato, a nome delle associazioni, dei movimenti, dei circoli e dei liberi cittadini che si stanno unendo per una battaglia comune per il nuovo Ospedale della Piana, mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni in merito alla nostra iniziativa e ad alcune affermazioni capziose e di chiaro intento speculativo apparse sulla stampa in questi giorni da parte di qualche esponente politico locale.

Innanzi tutto riteniamo che la mobilitazione democratica di liberi cittadini, scevri da condizionamenti di appartenenza partitica, di fronte a problemi gravissimi come quello della sanità dovrebbe essere non solo auspicato ma addirittura lodato da parte della classe politica, a prescindere dalle singole posizioni, come ha ben espresso ieri il sindaco di Polistena Giovanni Laruffa partecipando intelligentemente alla pubblica assemblea di Gioia Tauro, laddove ha avuto modo di esprimere senza condizionamento alcuno la sua posizione in merito alla vicenda “nuovo ospedale – ospedale unico”, dando un importante contributo di idee e di proposte alla discussione apertasi tra i partecipanti all’assemblea.

In secondo luogo riteniamo che sia fuorviante, offensiva e volutamente provocatoria la posizione assunta dall’assessore provinciale Michele Tripodi che, anzichè partecipare al dibattito mettendosi democraticamente in discussione, ha preferito nascondersi dietro affermazioni inutilmente allarmistiche e vetero-politiche. Difatti mentre noi parliamo di potenziamento delle strutture sanitarie con un nuovo Ospedale nella Piana, ma senza dimenticare la necessità di presìdi ospedalieri di “prossimità” alle aree interne della Piana, mantenendo ed anzi rafforzando gli ospedali di Polistena e di Oppido Mamertina, veniamo etichettati come “coloro che vogliono far chiudere Polistena”. A questo Comitato l’Ospedale di Polistena sta a cuore quanto a lui, si tranquillizzi, come può ben leggere nei siti internet come www.polistena.net che riportano tutta la rassegna stampa in merito a questa vicenda.

Il nostro vero ed unico interesse è quello di fornire ai cittadini ed al territorio della Piana un Ospedale moderno, efficiente, dalle alte professionalità e che dia un servizio adeguato e se possibile di eccellenza, che spezzi la vergognosa trafila dei “viaggi della speranza” verso gli ospedali del centro-nord a cui fino ad oggi una classe politica incapace e menefreghista ha costretto la povera gente calabrese.

Potremmo invece chiedere all’assessore Tripodi perchè non gliene importi nulla della possibile chiusura dell’Ospedale di Oppido, per esempio, che è di vitale importanza per tutta la fascia pre-aspromontana della Piana, oppure se, come lui afferma, l’area di Cannavà è impraticabile perchè “attenzionata dalla magistratura” e con gravi “difficoltà ambientali”, perchè non si fa parte diligente nella sua veste istituzionale per verificare se addirittura non sia possibile attivare procedure di confisca di beni per mafia e darci così la gioia di veder sorgere il nuovo Ospedale su terreni confiscati alla mafia ed a costo zero per la collettività.

Noi semplicemente non riusciamo a comprendere quali oscure forze abbiano capovolto la scelta già fatta dalla stragrande maggioranza dei sindaci della Piana della localizzazione del nuovo Ospedale nell’area di Cannavà di Rizziconi, spostando inopinatamente la scelta sulla città di Palmi, in accordo con il Partito dei Comunisti Italiani. Che qualcuno ce lo spieghi, se esiste una spiegazione plausibile e soprattutto trasparente, possibilmente senza ricorrere all’armamentario della demagogia e del populismo. Noi siamo pronti ad un pubblico confronto, pacato e sereno, in qualsiasi sede istituzionale o autoconvocata, perchè noi non siamo contro niente e nessuno. Siamo solo cittadini stanchi di vedersi trattati da sudditi da politici autoreferenziali e che pensano di avere carta bianca su tutte le loro scelte senza dover dare conto ad alcuno, liberi cittadini che rivendicano il loro diritto al controllo democratico sulla pubblica amministrazione e la loro dignità di persone capaci di dare indicazioni ragionevoli ai propri rappresentanti in materia del proprio bene e quello dei propri figli. A prescindere, come direbbe il grande Totò, da obblighi di obbedienza e da tessere nel portafogli. Perchè per fortuna siamo più vicini al 2048 che al 1948″.

 

per il Comitato Spontaneo per il nuovo Ospedale della Piana

Avv. Giacomo Francesco Saccomanno

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