
di Antonio Nicolò – Due attentati, in rapida successione nella città di Reggio, non possono scivolarci addosso (anche se siamo assuefatti o cerchiamo di minimizzare) senza dare spazio ad un seppur minimo “sano realismo” che può aiutarci a capire la realtà in cui viviamo.
Anche l’illusione è una realtà
e la sua mancanza contribuisce a peggiorare la vita, ma in questa caso il tentativo di sottovalutare i due eventi andrebbe oltre i limiti di qualsivoglia fervida immaginazione ad opera di chicchessia.
Non sono depresso ma è la situazione a scoraggiare qualsiasi entusiasmo; la cronaca di questi giorni, nella sua crudezza, conferma inquietudini e timori anche in chi, come me, crede di aver diritto, ad una seppur minima dose di ingenuità.
Non serve a nessuno “banalizzare” ne, ancora peggio, ignorare l’accaduto e forse è più utile affrontarlo nella sua “terrificante crudezza” .
Mi ripeto: l’humus, il substrato, il sottobosco della mafia in Calabria è abbastanza ricco di tante “piccole mafiosità” ed indossa, a volte, gli “abiti eleganti” del potere politico-amministrativo.
Non ditemelo voi provo ad indovinare: non dovrei “criminalizzare” la nostra società perché ciò crea disorientamento e sconforto nel cittadino e non è di aiuto alla crescita della città.
Mi dispiace, la penso diversamente. Credo che la “finzione” non sia di aiuto a nessuno e che interessi minori e miserabili, non possono e non debbano, soffocare quelli più grandi e talora più nobili e collettivi.
Volete convincermi del contrario ? Mostratemi “interventi forti” e”risolutivi” che dimostrano la reale presa di distanza da “certi meccanismi” ed il desiderio di “contrastare” con ogni mezzo la mafia.
La necessità di eliminare la “mondezza mafia” è prioritaria e qualsiasi progetto di crescita passa, inesorabilmente, dall’eliminazione di questi “rifiuti inquinanti”.
Le operazioni di pulizia, brillantemente condotte da polizia e carabinieri, non possono da sole bastare se non vi è una fattiva collaborazione da parte di tutti noi: si eliminano le metastasi non il “cancro primitivo” che sta conducendo a morte la nostra Regione.
E’ necessario “fare massa” con il cittadino per combattere il “malcostume imperante” e la criminalità organizzata.
Ad essa deve contrapporsi, necessariamente, un’”organizzazione sociale” , che coinvolge ed aggrega le forze sane della nostra collettività, per contrastare capillarmente in ogni ambito e sede la mafia e l’”atteggiamento mafioso” di cui, purtroppo, ognuno di noi è vittima.
Mi rendo conto della difficoltà e della complessità del problema, ma la soluzione spetta a tutti noi che ci riteniamo “estranei” al sistema, come se solo questo potesse bastare, e non attiviamo tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per contrastarlo. Bisogna “Fare massa”.
“Fare massa” significa sentirci tutti partecipi e coinvolti attivamente in un processo di “bonifica del territorio”; significa guadagnarsi la fiducia del cittadino con la disponibilità all’ascolto ed alla risoluzione dei suoi problemi (quando questi come spesso accade sono dovuti ad abuso di potere).
“Fare massa” significa far comprendere che il bene comune è utile ad ogni singolo individuo, e che lo si può garantire e mantenere con l’aiuto e la collaborazione da parte di tutti.
“Fare massa” significa amalgamare e “condensare” il cittadino attorno ad un nucleo centrale di legalità, rigore e rispetto delle regole, non lasciandolo solo nel suo stato di isolamento nel quale, pian pianino, è stato relegato.
“Fare massa” significa far sentire forte e corale una voce ( non sporadica ed isolata ) che si ribella a quanti vogliano “condizionare” l’esistenza e la dignità umana..
“Fare massa” significa essere parte di un unica cosa, un unico desiderio, un unico obiettivo.
“Fare massa” non è altro che ciò che dà origine a una società politica, e realmente la istituisce, non è che il consenso d’un certo numero di uomini liberi, capaci d’una maggioranza, a riunirsi e associarsi in una società siffatta.
Mi rendo conto che è “utopico” un siffatto progetto di ordinamento sociale e politico: conoscete voi un’altra soluzione ?
Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-




