“…Lotta Politica alla mafia…” “…L’Intelligence non serve…”
Le segnalazione del Capogruppo dei DS, Dott. Demetrio Martino e del Capogruppo di AN Dott. Antonino Nicolò, rischiano di generare ulteriori “polemiche” ( la mia compresa e delle quali potremmo farne a meno ) rischiando di mandare a monte quanto si può, e si deve fare, senza qui pro quo.
Il Si. Martino, con la leggerezza di una libellula, “… chi ha permesso a rampolli di famiglie mafiose di usufruire tramite il progetto imprenditoriale “Carpe diem” di notevoli finanziamenti…”?!
Non è da meno il Sig. Nicolò “… meglio l’esercito dell’intelligence…”!?
Absit iniuria verbis. SiG.ri Martino e Nicolò, é da parecchio tempo che lo scrivente ( giovane adulto ) é impegnato, anche pubblicamente, con coerenza!
Mentre ci “contendiamo” le prime pagine, questa notte nel popoloso Quartiere di Sbarre, la criminalità, ma non è ancora certo, avrebbe “agito” come solito…”Boom”, il condizionale è necessario, infatti si è in attesa dei risultati della polizia scientifica e la perizia dei Vigili Del Fuoco per sapere se si tratta dell’ennesimo attentato ai danni di un esercizio commerciale.
L’augurio è che sia trattato di un corto circuito: speranza o pia illusione?
Per non perdere il “capo” dell’argomento lasciato sopra, un modesto esempio, qui di seguito, rivolto ai distratti!
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“…Il concetto della Legalità e della Civiltà, affinché questo non diventi una parola vuota, ma si riempia di significati reali e concreti mediante la conoscenza di storie, fatti, documentazioni e, soprattutto, dei principi irrinunciabili su cui pongono le basi il diritto e la giustizia nel nostro Paese. La carenza di senso di responsabilità e di costituzionalità di una esigua percentuale di cattivi cittadini, deve stimolare la stragrande porzione di popolazione con l’innato senso dell’ urbanità all’avviamento di un cammino volto alla diffusione del senso di responsabilità e liceità. Pilastri insopprimibili di quest’ultimo, sono: le regole della convivenza sociale, i valori della democrazia e l’adempimento delle leggi. Affinché ciò avvenga, è necessario educare le coscienze guaste (per fortuna poche ) inseguendo e riversando la cultura dei valori e permettendo così l’acquisizione di una nozione più profonda dei diritti e dei doveri di cittadinanza. Essa, aiuta a comprendere come l’organizzazione della vita personale e sociale, si fondi su un sistema di relazioni pubbliche indirizzate alla consapevolezza delle condizioni dei diritti e dei doveri, che non possono considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Lo sviluppo, oltre ad essere una condizione culturale indispensabile, si deve porre come sostegno operativo quotidiano, in modo particolare da coloro che, della civiltà e della legalità…”
Reggio Calabria,21/08/2008
Giuseppe Daniele Canale
Consigliere CDC Sesta Circoscrizione/Sbarre




