
di Giusva Branca – Chi conosce un po’ di italiche cose lo sa bene: la rivalità, il campanilismo più spinto esistente tra Livorno e Pisa probabilmente non ha eguali in Italia.
Se se sono fatte (e dette) di tutti i colori, nei secoli.
Eppure, quando di mezzo ci sono lo sviluppo, l’economia, l’interesse collettivo, una storia fatta anche di guerre passa in secondo piano.
Livorno sta puntando forte, fortissimo sullo sviluppo del suo porto, forte dell’aggancio con l’alta velocità ferroviaria che catapulterebbe in un amen le merci dal Mediterraneo al cuore del Continente europeo.
A testimonianza di ciò la notizia che uno dei colossi del settore, la Maersk, sta investendo forte proprio su Livorno.
Se Livorno ha il porto ed il centro intermodale, Pisa ha l’aeroporto internazionale.
Un anno fa la firma del protocollo d’intesa, ora si fa sul serio.
Per gli altri, al tempo stesso, un esempio ed un monito sul piano della concorrenza.
Un nome a caso? Gioia Tauro.




