Sarebbe stato in contatto con un gruppo criminale bosniaco Gianfranco Antonioli, il latitante arrestato dalla polizia con l’accusa di avere rifornito di armi la cosca Pelle-Vottari di San Luca. Antonioli sarebbe stato in contatto, in particolare, con Elvire Marmarac, bosniaco, ricercato anche lui, come Antonioli, nell’ambito dell’operazione Fehida. Sarebbe stato Marmarac a fornire ad Antonioli le armi, in particolare mitra kalashnikov, che quest’ultimo avrebbe consegnato a componenti della cosca Pelle-Vottari che erano preoccupati di prevenire una possibile reazione di Giovanni Luca Nirta dopo l’assassinio della moglie in un agguato il cui obiettivo, in realta’, era lui. L’accusa contestata ad Antonioli nel provvedimento emesso dal gip di Reggio Calabria su richiesta del pm della Dda Nicola Gratteri e’ di avere introdotto nel territorio italiano armi da guerra per consegnarle alla cosca Pelle-Vottari. Reato aggravato dalle modalita’ mafiose. Referente di Antonioli, in particolare, sarebbe stato Marco Marmo, che e’ una delle sei persone uccise nella strage di Duisburg. Marmo, secondo quanto riferito dalla Polizia, sarebbe stato il componente della cosca Pelle-Vottari piu’ attivo nella ricerca di armi da utilizzare nello scontro con i Nirta-Strangio.(ANSA).




