C’e’ un’agenda tra gli oggetti trovati nell’abitazione di San Luca in cui il latitante Paolo Nirta e’ stato catturato oggi dai carabinieri. Sul contenuto gli inquirenti mantengono ancora il piu’ stretto riserbo, in attesa dell’analisi delle pagine del documento che sara’ sottoposto ai rilievi scientifici del caso. Nella struttura si trova anche una botola che collegata con l’esterno, consentiva una via di fuga in caso di pericolo. Paolo Nirta termina una latitanza in cui aveva due avversari: lo Stato e la cosca Pelle-Vottari-Romeo, contrapposta a quella di cui era diventato reggente dopo l’arresto del padre e del fratello. Temeva certamente per la sua vita, da diversi anni. Lo dimostra il suo atteggiamento guardingo, documentato dalle indagini delle forze dell’ordine, subito dopo la strage di Natale del 2006 in cui mori’ la moglie Maria Strangio e rimase ferito Francesco Colorisi. Da allora Nirta si spostava sempre accasciato sul sedile posteriore delle auto e sgattaiolava velocemente per rifugiarsi nelle case. Per comunicare usava poi i ”pizzini” che faceva consegnare ai destinatari da ragazzini di San Luca che si spostano a bordo di scooter. La sua abitazione inoltre e’ fornita di bunker per nascondervi altri latitanti e armi. (Adnkronos)




