
di Angela Chirico
Nuova articolazione degli spazi e rimodulazione delle attività per il Centro Trapianti di Midollo Osseo di Reggio Calabria, diretto dal dott. Pasquale Iacopino. La struttura, precedentemente allocata presso gli Ospedali Riuniti, è stata quasi interamente trasferita nei nuovi ambienti resi fruibili a seguito della riapertura del presidio “Morelli”, presso il quale oggi
operano l’ambulatorio, il Day Hospital, la banca del sangue cordonale e i laboratori. Solo l’unità intensiva, invece, è ancora operante al “Riuniti”. Dunque locali più ampi e certamente più idonei ad ospitare un’ attività incessante, che segue parametri e standard di qualità attestati anche dalla recente certificazione ISO 9001:2000. A partire dal 14 Gennaio 2006 il CTMO comprende, anche, la Calabria Cord Blood Bank, la banca concepita e realizzata per custodire campioni di sangue cordonale estratto subito dopo il parto. Il Centro Trapianti “Alberto Neri” è stato scelto quale sede regionale del progetto, denominato “Banca cellule cordonali e terapie cellulari”, in ragione delle esperienze cliniche e di ricerca maturate, che hanno riguardato la medicina rigenerativa in ambito ortopedico, vascolare e cardiaco, e altresì della presenza di strutture avanzate, che consentono l’ esecuzione di circa 100 trapianti ogni anno. Un’ attività, quella trapiantologica, che riesce a coprire l’intero fabbisogno regionale, rispondendo anche alle necessità di pazienti non residenti in Calabria, che rappresentano circa il 20% del totale. Il sangue cordonale contiene un numero elevato di cellule staminali emopoietiche, che costituiscono una concreta alternativa al midollo osseo nel trattamento di pazienti affetti da emopatie maligne, come leucemie e linfomi. I campioni di sangue vengono prelevati dal cordone ombelicale una volta che questo è stato reciso. La procedura, del tutto esente da rischi per la mamma e per il bambino, si completa con una batteria di test utili ad accertare se il campione presenta i requisiti richiesti. Anzitutto, un volume maggiore a 75 ml, una cellularità superiore a un miliardo, il prelevamento in condizioni di sterilità e la presenza di tutta la modulistica necessaria a garantire la tracciabilità dell’ unità cordonale. Se soddisfa questi criteri, una volta effettuati i controlli obbligatori di legge, il sangue viene manipolato, congelato e bancato in azoto liquido a -196°C. A questo punto, il campione può essere impiegato ad uso trapiantologico. Quando un paziente necessita di un trapianto allogenico e non dispone di un familiare compatibile, occorre ricercare un donatore fra gli oltre dieci milioni di volontari iscritti all’ADMO (Associazione Donatori di Midollo Osseo). Tuttavia, i tempi per la ricerca risultano lunghi e solo in un terzo dei casi si riesce a trovare un donatore compatibile. Rispetto ai midolli dei donatori volontari, le unità di cellule cordonali hanno il vantaggio di essere prontamente disponibili perché già depositate e tipizzate per il sistema HLA e ciò determina una sensibile riduzione dei tempi di attesa. Inoltre, nei pazienti trapiantati con sangue cordonale, sono meno frequenti alcune complicanze osservate nei trapianti di midollo. La Calabria Cord Blood Bank, che si avvale della presenza di una equipe di qualificati specialisti, quali il responsabile medico Giulia Pucci, il responsabile biologo Antonella Pontari, e le collaboratrici biologhe Daniela Marcuccio, Elisa Spinello ed Irene Bova, custodisce attualmente 180 unità bancate. La percentuale di bancaggio è aumentata dal 7% registrato nel 2006 al 14% del 2007, percentuale che si attesta alle medie nazionali, evidenziando un miglioramento della qualità del prodotto. Negli ultimi sei mesi del 2008, sono state 368 le unità collezionate, con una percentuale di bancaggio attestata al 13%. Preziosa, anche, l’ attività di ricerca, condotta sui cordoni ombelicali risultati non idonei alla donazione. Grazie all’ istituzione della banca del sangue cordonale (che opera in sinergia con 18 centri accreditati su tutto il territorio regionale), la Calabria è inserita nel network delle Banche di cordone italiane (Italgrace) ed internazionali (Eurocord). La struttura organizzativa della Calabria CBB è una rete complessa, che intreccia l’ attività dell’ équipe dell’ Ospedale reggino, dei centri di raccolta pubblici e privati, dei servizi e centri di medicina trasfusionale, completandosi con il Coordinamento del Centro Regionale Trapianti e con il supporto delle associazioni e del mondo del volontariato. Tra le associazioni che offrono maggiore sostegno figurano l’ADISCO, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale e il GADCO, Gruppo Avis Donatrici Cordone Ombelicale, le quali collaborano per incentivare la cultura della donazione. L’ADISCO Calabria supporta il trasporto delle unità cordonali nella provincia di Reggio e dal Centro di Raccolta di Acri; ha inoltre dato la possibilità ad una giovane biologa di collaborare con l’attività della Banca. Nell’aprile 2008, le responsabili medico e biologo della Calabria CBB hanno organizzato un corso di formazione per le volontarie dell’ADISCO, con lo scopo di formare il personale volontario circa la diffusione di una informazione appropriata e completa alle partorienti sulla donazione del sangue cordonale presso i punti nascita della nostra città e, in particolare, presso quello dell’Azienda di Reggio Calabria.
Nel maggio scorso è stato approvato un progetto dall’ADISCO nazionale, dal titolo “Un dono prezioso da gestire con cura, qualità e sicurezza” che la Calabria CBB ha ideato in collaborazione con l’ADISCO Calabria.
La GADCO si caratterizza prettamente per l’ attività informativa, svolgendo periodicamente un programma di sensibilizzazione alla donazione nell’ambito delle attività dell’AVIS. Il Team della Calabria CBB si occupa , tra le altre cose, di avviare e di consolidare la formazione di tutto il personale coinvolto nelle attività della struttura. Lo scorso 10 Giugno, infatti, ha organizzato un corso di formazione regionale, esteso a ginecologi, trasfusionisti e a tutto il personale ostetrico ed infermieristico, invitando i consulenti della società di Qualità EXPRIT, con sede a Firenze. Scopo principale dell’incontro, l’illustrazione del percorso di qualità necessario e obbligatorio per le Banche di cordone ombelicale e i Centri di Raccolta afferenti. Grazie alla realizzazione del progetto della Calabria Cord Blood Bank dal titolo “La donazione del cordone ombelicale: venire alla luce e donare speranza”, finanziato dalla Commissione di Parità della Provincia di Reggio Calabria, è stato possibile divulgare tramite materiale pubblicitario informativo adeguato ( pieghevoli e locandine), la cultura della donazione del cordone ombelicale. Significativa e importante, infine, la promozione di incontri presso le principali strutture ambulatoriali e di Day-Hospital pubbliche e private delle unità operative di “Ostetricia e Ginecologia” della Regione Calabria aderenti al progetto regionale Calabria Cord Blood Bank, presso i consultori distribuiti sul territorio regionale che tengono i corsi di accompagnamento alla nascita e presso le strutture in cui vengono effettuati corsi pre-parto. Un’ informazione tesa a raggiungere l’ utenza in maniera capillare e pervasiva, e che dunque è estesa anche ai medici di base mediante la distribuzione di pieghevoli e di locandine presso le sale di attesa degli ambulatori.