Il furto di alcuni oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace ed una ricostruzione inedita del ritrovamento dei reperti. Sono questi alcune delle vicende raccontate nel libro ‘Facce di bronzo – personaggi e figuranti a Riace’, scritto da Giuseppe Bragho edito da Luigi Pellegrini Editore di Cosenza. Il libro, che sara’ in vendita da domani nelle librerie, si basa su una considerevole quantita’ d’inediti documenti trovati da Giuseppe Bragho’ nell’Archivio Storico del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria. In particolare si evince ”l’inattendibilita’ – e’ scritto in una nota – di Stefano Mariottini, scopritore ufficiale delle statue, del Soprintendente Giuseppe Foti e di personaggi vicini ai due primi attori. Altre insospettabili figure, appartenenti alla Cultura di Stato, avrebbero per varie ragioni partecipato alla ‘messa in scena’ del ritrovamento. Il subacqueo romano incasso’ il premio di rinvenimento grazie a un espediente”. Bragho’ riferisce i particolari resi da una testimone (la quale ha gia’ deposto presso il Magistrato inquirente di Locri) presente al momento del furto di scudo e lancia appartenuti ai Bronzi. Il ricercatore vibonese racconta anche dei rapporti intercorsi con i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e con alcuni giornalisti che, dopo averlo intervistarlo, non hanno mai pubblicato nessun articolo. ”L’ipotesi – prosegue la nota – che qualcosa d’importante relativa ai Bronzi di Riace possa essere custodita presso un’impenetrabile residenza americana prenderebbe rilievo. Intrighi che avrebbero visto coinvolti, oltre Paul Getty e Jiri Frel, curatore del Museo di Malibu, i vertici dell’Eni di quegli anni. Il Presidente Sandro Pertini, secondo il giornalista della Rai Franco Bruno era a conoscenza della sconcertante vicenda. Cosa spinse il Quirinale al silenzio? L’autore traccia il secondario ruolo della ‘ndrangheta, presunta responsabile della vendita di alcuni reperti trafugati”. Bragho’ riporta inoltre le relazioni intercorse con il Consigliere culturale del Ministro e l’imbarazzo dello stesso per l’enigmatica situazione di esponenti istituzionali coinvolti – a titoli diversi – nella vicenda. ”Perche’ il Ministero per i Beni Culturali – conclude la nota – ha eretto un muro di silenzio? Il mare di Riace restituira’ altre statue scampate ai furti? Chi ha il terzo Bronzo, scomparso, per come si deduce dai documenti restituiti dall’Archivio del Museo di Reggio Calabria? Perche’ Stefano Mariottini si rifiuta di fornire spiegazioni?”. (Ansa)




