Tre cadaveri sono stati recuperati a largo di Lampedusa dalla nave "Fenice" della Marina Militare. Il gommone su cui viaggiavano si sarebbe ribaltato a causa dell’agitazione scoppiata tra i passeggeri che hanno visto avvicinarsi l’unità militare. Sul natante c’erano almeno 76 persone, di cui 48 tratte in salvo. Intanto proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere gli altri dispersi: sarebbero almeno 10 le persone ancora non individuate. Le cattive condizioni meteo nel Canale di Sicilia, con mare forza 4 e il vento a 17 nodi, rendono difficile l’intervento dei militari. Si teme che il bilancio delle vittime possa peggiorare.
La giornata è iniziata con lo sbarco sull’isola di 27 clandestini, giunti sulle coste italiane a bordo di una barca di legno di piccole dimensioni. Nella mattinata, poi, altre due imbarcazioni sono state intercettate a sud est dell’isola siciliana. Un barcone con più di 300 extracomunitari a bordo è stato soccorso da un pattugliatore della Guardia di Finanza, mentre un’altra imbarcazione con una cinquantina di persone a bordo è stata segnalata nella notte da un peschereccio ma non ancora individuata dagli uomini della Guardia Costiera.
Nella zona, che rientra sotto la competenza maltese per quanto riguarda le operazioni Sar (ricerca e soccorso), è stato inviato un aereo Atlantic in ricognizione. Mentre la nave "Fenice" sta proseguendo le ricerche dei dispersi, due pattugliatori maltesi stanno intanto scortando il barcone con circa 350 immigrati in navigazione verso Lampedusa.




