Riceviamo e pubblichiamo:
Nell’illusione di veder riconosciuta la mia integrità morale e professionale, in seguito alla mia assoluzione del 2001 nel processo per usura con la motivazione "assolto perchè non sussiste il fatto", mi ritrovo dopo 7 anni e costanti indagini a mio carico, condotte alcune volte in maniera corretta mentre altre no, a dover affrontare delle pesanti accuse che infangano ulteriormente la mia immagine di imprenditore, iscritto dal 1962 alla Camera di commercio. Ho avuto e ho numerosi dipendenti, parte dei quali si trovano adesso ad essere "costretti" a dover difendere il proprio lavoro e la propria immagine per salvaguardare la propria famiglia. In merito alle mie "presunte" collusioni con la mafia, specifico che:
non ho mai conosciuto Giuseppe Ferraro né mai dato a questi ospitalità in cambio di privilegi nel posizionamento degli apparecchi nella zona della Piana;
in merito all’intercettazione avvenuta con l’Avv. Paolo Romeo, è sufficiente risalire alla "Gazzetta del Sud" di quel periodo, per riconoscere facilmente che la conversazione oggetto dell’intercettazione non riguarda altro che commenti relativi alle notizie apparse in quei giorni sul suddetto quotidiano;
in merito invece ad Antonino Princi, quest ultimo mi è stato presentato, presso la sede della ditta A.R.E., dal sig. Pino Crocè, socio del "Museum Center". Il Princi mi parlò di una grande sala presso un grosso supermercato di sua proprietà, dove già erano presenti videogiochi appartenenti ad altro noleggiatore, facilmente identificabile presso l’AAMS. Iniziò allora a raccontarmi di un affare da lui perso relativo ad un immobile sul lungomare e che era in cerca di un immobile di prestigio. Mi viene chiesto a quel punto di visionare la suddetta sala e mandavo a tal fine un mio dipendente, che una volta rientrato in ditta, mi metteva al corrente della profittabilità della cosa. Ho atteso circa un mese e mezzo la sua visita e la sua decisione in merito, anche perchè doveva liberare i locali dagli apparecchi appartenenti all’altro noleggiatore, attesa interrotta dagli avvenimenti a lui accaduti e noti a tutti.
Non commento la mia biografia, ma ero e sono un imprenditore stimato e rispettato per la mia correttezza e onestà. Non facendo ulteriori commenti, mi affido al corretto operato della Magistratura, con l’appoggio dei miei avvocati.
Gioacchino Campolo




