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Casa, dolce casa…ma quanto sei sicura?

11 Luglio 2008
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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260 SCIENZIATI DI TUTTO IL MONDO A CONVEGNO AD ALTAFIUMARA
mercea.jpg                              di Giusva Branca
L’evento è stato di portata internazionale; probabilmente il più imponente e qualificato mai registratosi nel settore in Calabria.

Lo scenario del tutto adeguato allo spessore della manifestazione: l’Altafiumara resort

Il nome è “Mercea ’08”, acronimo – ovviamente in inglese, vista la larghissima partecipazione (150 su 260) di docenti stranieri provenienti da 35 Paesi del Globo – di Messina-Reggio earthquake ’08.

In buona sostanza un’assise mondiale relativa alla verifica dello stato dell’arte relativo alla ricerca scientifica nel campo dell’ingegneria antisismica e geotecnica.


L’iniziativa ha visto l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria in veste di padrone di casa, col prof. Pietropaolo nella qualità di Presidente del Comitato, ma l’organizzazione è stata congiunta con gli Atenei di Messina, Catania e Palermo, con l’Enea ed il Centro Interuniversitario di Dinamica Strutturale Teorica e Sperimentale e patrocinata dal Consiglio Regionale della Calabria e dagli assessorati regionali all’Urbanistica ed alla Cultura.Una “tre giorni” di studio e confronto che, in coincidenza non casuale con il centenario del terremoto del 1908, ha rivolto l’attenzione dei cattedratici sull’intreccio degli aspetti scientifici e normativi che caratterizzano la complessa materia dell’ingegneria antisismica: “Si è trattato” – spiega il prof. Adolfo Santini, docente di Dinamiche delle strutture presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria – “di un evento importantissimo, sia per il territorio che lo ha ospitato che per la portata della tematica in discussione. Una tematica che presenta, nel suo sviluppo, profonde differenze, di approccio e sul piano operativo, tra Nazione e Nazione, ma talvolta anche all’interno del medesimo Paese. Da noi, ad esempio” – prosegue Santini – “si verifica un serio gap tra conoscenze scientifiche e prassi progettuale”.“Pensi” – rincara la dose il prof. Enzo D’Amore, docente di Costruzioni in zone sismiche presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria – “che l’Italia fu il primo Paese a dotarsi di una normativa antisismica che, infatti, è datata 1909, ma, nei fatti, solo dal gennaio di quest’anno, 2008, siamo dotati di norme concrete che possiamo definire in linea col panorama mondiale”.“Peraltro” – sottolinea Nicola Moraci, docente di geotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria – “le conoscenze geotecniche sono più avanti della normativa. Le conoscenze, ormai, ci sono; basti pensare che in Giappone sono state costruite centrali nucleari su faglie i cui movimenti hanno generato anche sismi di intensità 7,8, senza che si sia verificato alcun problema”Già, ma in che misura la ricorrenza del centenario dal terremoto del 1908 può servire, almeno sul piano mediatico, a riaccendere i fari dell’attenzione su una tematica che spesso resta a fari spenti?“Il problema, paradossalmente” – spiega Santini – “è che, mediamente tra un sisma violento e l’altro passano più di 100 anni, cioè un intervallo più lungo della vita umana. Dunque non resta memoria nitida di ciò che è accaduto, nemmeno sul piano emotivo, la qual cosa contribuisce ad allentare la tensione”.“Certo” – interviene D’Amore – “oggi un altro sisma le conseguenze di allora, tuttavia il fuoco del discorso va un po’ spostato: il cittadino dovrebbe essere in generale più attento rispetto al prodotto-casa. Troppo spesso è disattento rispetto al prodotto che acquista, almeno nel suo aspetto strutturale, mentre, ad esempio, è scrupoloso all’inverosimile sugli aspetti estetici. La mancata attenzione, alla lunga, rende scadente il prodotto stesso. Il cittadino ha il dovere di reclamare il diritto alla massima informazione sul tema”

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