Mediante la transazione di societa’ di comodo, che chiudevano dopo un anno di attivita’ senza presentare dichiarazioni dei redditi prodotti, evadevano il 20% dell’Iva dovuta sull’acquisto, dalla Germania, di automobili di grossa cilindrata che poi rivendevano in Italia a prezzo scontato e recuperando l’Iva mai pagata. E’ l’accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Catania a 8 autosaloni che in quattro anni avrebbero generato, con questa presunta truffa, un volume d’affari di 20 milioni di euro. L’inchiesta e’ culminata, la notte scorsa, con l’arresto da parte della guardia di finanza di quattro persone: i titolari di tre concessionarie, a uno dei quali sono stati concessi i ‘domiciliari’, e un maresciallo delle Fiamme Gialle che avrebbe cercato di coprire le indagini in cambio di auto regalate, ma che e’ stato scoperto e denunciato dai suoi colleghi, gli stessi che gli hanno notificato il provvedimento cautelare portandolo in carcere. Disposti inoltre l’obbligo di firma per altre 10 persone, mentre due indagati sono stati denunciati. Durante l’operazione gli investigatori hanno anche eseguito il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per il complessivo ammontare della presunta truffa: circa 6 milioni di euro. Le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Andrea Bonomo e Rosa Miriam Cantone. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Gip Angelo Costanzo. (ANSA)




