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Il Rotary presenta alle Istituzioni i progetti di sviluppo per la Calabria

30 Giugno 2008
in CITTA
Tempo di lettura: 5 minuti
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PAROLE D’ORDINE: SOLIDARIETA’ E INCLUSIONE SOCIALE
rotary1.jpgdi Giuseppe Trapani
Formazione, innovazione, solidarietà e ricerca. Queste le prospettive per il cambiamento della Calabria dei giovani, che oggi si sono trasformate in proposte nella Sala Convegni del Palazzo della Provincia

dove si è svolto l’incontro “Giovani-Istituzioni” organizzato dal Rotary Club Reggio Calabria Nord, dai club giovanili reggini Rotaract e da Interact, con l’obiettivo di sottoporre ai rappresentanti istituzionali i risultati di un progetto , iniziato lo scorso settembre, dal titolo “Essere giovani a Reggio: dalle condizioni di disagio alle prospettive di cambiamento”. L’intero progetto è stato suddiviso in tre aree tematiche: “Solidarietà – Sussidiarietà – Inclusione Sociale”, “Scuola – Orientamento”, “Università – Ricerca –  Innovazione – Occupabilità”. L’obiettivo dei diversi gruppi di lavoro, che ha visto impegnati giovani e adulti, è stato quello di elaborare soluzioni concrete a seguito di un dettagliato esame dei fattori di disagio giovanile effettuato sul campo attraverso indagini sociologiche, politiche, psicologiche ed educative. I destinatari del messaggio, con il compito precipuo di dare esecutività alle proposte in oggetto, sono state le Istituzione di ogni ordine e grado. Il primo laboratorio di analisi, composto da Alessia Campolo e Silvio Sestito, ha messo in luce le carenze del nostro sistema sociale ed assistenziale in rapporto alle emergenze sul territorio. Famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà, disoccupati di lunga durata e insufficienti strutture sociali e sanitarie hanno rappresentato il target di riferimento della disamina in oggetto. Tra le proposte avanzate alle Istituzioni rientra il cosiddetto “Welfare delle responsabilità”, che prevede un sistema sociale pluralistico sorretto da responsabilità condivise, e rivolto alla creazione di forme di “sussidiarietà verticale” (responsabilità della P.A. centrale e periferiche) e “sussidiarietà orizzontale” (valorizzazione e potenziamento dell’azione della società civile). La Legge 328/2000 e la Legge Regionale 23/2003 – hanno dichiarato i giovani espositori del progetto – offrono gli strumenti adeguati affinché Regione, Province e Comuni adottino misure a favore dei soggetti più a rischio, come gli immigrati, nuovi poveri, recupero dei soggetti affetti da dipendenze, ecc.. Particolare attenzione è stata poi rivolta al ruolo della famiglia, evidenziando le azioni da promuovere per valorizzare il nucleo familiare attraverso la creazione di baby parcking, ludoteche, centri estivi, centri diurni per l’infanzia, sostegno psicologico e sociale per i nuclei a rischio. Per ciò che attiene l’inclusione sociale, invece, tra le linee principali d’intervento è stata richiesta la realizzazione dei “Piani di Zona”, con l’attuazione all’interno di questi, dei “Piani territoriali per l’infanzia e l’adolescenza”, misura considerata prioritaria da inserire nel POR Calabria FSE 2007-2013. In riferimento alle politiche giovanili dell’occupazione è stato fatto riferimento alla creazione di uno sportello del lavoro che consista in colloqui di accoglienza, di orientamento e di sostegno alla ricerca attiva del lavoro, in attività di preselezione di candidati per le aziende e la costruzione di rete tra i servizi che si occupano di inserimenti lavorativi.  L’osservazione del laboratorio “scuola-orientamento”, elaborata da Rossana Delfino e Marco Schirrippa, ha invece sottolineato l’importanza della riqualificazione strutturale, dell’agibilità ed il recupero igienico dell’edificato scolastico attuale. Questo lavoro di analisi sul territorio ha interessato anche gli studenti del Liceo Classico T. Campanella e del Liceo Scientifico L. Da Vinci, i quali attraverso alcuni test a loro sottoposti, hanno espresso i disagi a cui vanno incontro negli anni della formazione. In particolare è emerso che, oltre alla vetustà degli edifici, è necessario delocalizzare gli Istituti scolastici che, essendo inglobati nella zona centrale della città, influiscono negativamente sull’impatto ambientale attraverso l’intensità del traffico, oltre che sulla possibilità di trovare parcheggi. Infine sono state avanzate richieste di misure urgenti per adeguare gli edifici ai soggetti diversamente abili, con particolare riferimento agli ipovedenti. Ad esempio intervenendo principalmente sul contrasto figura-sfondo dell’edificio, sull’illuminazione adeguata e su percorsi tattili che possano facilitare il raggiungimento delle aule.  Speciale attenzione è stata poi rivolta dai presenti ai risultati del laboratorio “Università-ricerca-innovazione-occupabilità”, formato da Alessandro Scopelliti, Angela Nappa e Alessandra Focà. Il filo conduttore di quest’analisi ha offerto uno spaccato sulla carente situazione di sviluppo economico della regione, associata ad un cattivo utilizzo delle risorse umane giovanili. “E’ necessario proporre azioni sulle nuove possibili aziende da far nascere attraverso la migliore risorsa sul territorio, ovvero i nostri giovani laureati – ha affermato il gruppo di lavoro – , con criteri nuovi, tesi all’innovazione, alla costante cooperazione con le strutture universitarie e rivolta a mercati globali”. Dalla fotografia dei 60.000 studenti universitari calabresi, – ha precisato il gruppo di lavoro – emerge che sono circa 1.000 i laureati ogni anno nelle discipline scientifiche, sulle quali si dovrebbe porre maggiormente attenzione per l’innovazione, competitività e sviluppo.Diverse le proposte avanzate dai giovani rotariani ai rappresentanti delle Istituzioni per ovviare al gap tecnologico delle regioni meridionali. Innanzitutto occorrerebbe sfruttare al meglio, e con severi controlli  sulla destinazione, le risorse finanziarie messe a disposizione dall’Unione Europea per le regioni ad “Obiettivo 1”. Tra le richieste rivolte ai politici presenti, particolare attenzione è stata, poi, dedicata alle misure per incentivare la formazione dei giovani nelle materie scientifiche, creando, ad esempio, centri di ricerca all’interno delle università. Singolare la proposta di utilizzo di una “Banca delle Tesi”, ossia, un’attività promossa dalla stessa università e da organizzazioni che operano sul territorio, finalizzata a promuovere, sviluppare e valorizzare tesi di laurea o di dottorato, su tematiche proposte dal mondo imprenditoriale, in modo tale da preservare ed impedire la ormai triste e famosa “fuga dei cervelli”. A questa proposta è stata aggiunta anche quella relativa all’incubatore d’impresa. Questa idea consiste in una serie di aiuti da parte delle Istituzioni verso la nascita e crescita di imprese che provengono dalla ricerca accademica o che, comunque, possano giovarsi della ricerca universitaria per sviluppare prodotti innovativi.Sempre al fine di valorizzare la risorsa giovanile è stato esplicitamente chiesto ai rappresentanti istituzionali presenti, il coinvolgimento nella promozione del progetto “Città Metropolitana dello Stretto”, cioè l’area metropolitana integrata che crei un’unica realtà di sviluppo per Reggio e Messina. La proposta giunta dai giovani rotariani è stata quella di sottoscrivere in tempi brevi un protocollo attraverso il quale venga istituito un tavolo di concertazione per la realizzazione de
lla Città Metropolitana, che si avvalga del supporto scientifico di strutture con competenze universitarie. Tale protocollo dovrebbe avere, inoltre, l’obiettivo di promuovere un forum permanente aperto alla cittadinanza, al fine di consentire la più ampia partecipazione all’elaborazione del definitivo Programma Operativo. A ciò si aggiunge la necessità di convocare una conferenza programmatica per dare avvio, con l’aiuto di partner autorevoli, quali le università del territorio, ai lavori di costruzione del Programma Operativo.          
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