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    Reggina, cosa non è piaciuto ad Aglietti e uno sguardo ai numeri

    Alfredo Aglietti, al termine di Crotone-Reggina, ha riservato soprattutto parole di elogio per la prestazione della squadra.  È un po’ il gioco delle parti, tenuto conto che è compito di qualsiasi allenatore fare da scudo per i suoi calciatori.

    Nel chiuso dello spogliatoio si andranno, invece, a sottolineare quelle che sono le cose che potevano essere gestite meglio.  Tra le righe ed in qualche caso in maniera esplicita Alfredo Aglietti ha parlato anche in conferenza stampa di ciò che non gli è piaciuto.

    Ha fatto in particolare riferimento alla necessità di migliorare nella gestone della palla e di abbandonare eventuali timori quando c’è da fare delle giocate con la costruzione dal basso.  Il tecnico alludeva verosimilmente  al fatto che, con una squadra che portava il pressing alto come il Crotone, eludere la prima pressione poteva corrispondere ad aprire il campo.  Per farlo serviva più coraggio nel tentare combinazioni.

    Occorre probabilmente una squadra che abbia più fiducia in se stessa e che, nel tempo, possa diventare in grado di comandare il gioco.  Un po’ come faceva il suo Chievo nelle passate stagioni.

    Nelle statistiche delle prime tre giornate la Reggina ha sempre concluso la partita con un possesso palla inferiore rispetto all’avversario.  Un dato che lascia il tempo che trova in una gara in cui si è stati a lungo in vantaggio (contro la Ternana), ma che va eventualmente analizzato in gare rimaste a lungo in equilibrio. I rossoverdi hanno tenuto il pallone per il 51% del tempo, il Crotone per il 55% ed il Monza per il 56%.