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    Reggina, Taibi: “Baroni? Tutte le trattative non sono semplici, Menez? Tireremo le somme”

     

    È una pausa non reale quella che sta vivendo la Reggina. Massimo Taibi ha le idee in fermento e freme rispetto alla necessità di sapere se Marco Baroni sarà ancora l’allenatore dela Reggina.

    Ne ha parlato nel corso della trasmissione Momenti Amaranto in onda su Video Touring. “Abbiamo  – ha detto ai microfoni di Video Touring – iniziato la trattativa. Tutte le trattative non sono semplici. Ci siamo presi questa settimana perché era giusto staccare un po’. La prossima settimana i colloqui si faranno più fitti e vedremo il da farsi”.

    Menez è stato il grande assente tra i protagonisti. Il colpo dell’estate 2020 potrebbe anche finire in discussione, ma il ds non si sbilancia. “Ancora  – ha evidenziato – è presto. Perché abbiamo appena finito. Dobbiamo fare una riunione. Devo andare a Roma a parlare con il presidente, devo parlare con il mister. Tireremo le somme e vedremo chi deve restare e chi deve andare via”.

    Ci sono stati anche momenti duri nella stagione amaranto e critiche forti nei confronti del direttore sportivo. “Io – ha chiarito Tiabi –  riesco in quei momenti là ad isolarmi , ad essere razionale e analizzare gli errori. Ma io credo che tutto questo panico non si è vissuto, c’era un attimino di preoccupazione perché la squadra non era tale da essere in quelle posizioni. Però il calcio è fatto di infortuni,  è fatto di situazioni particolari, rigori sbagliati, espulsioni. Nei primi quattro mesi abbiamo vissuto tutto quello che si vive in un’intera annata calcistica. Siamo stati forti a tenere, a gennaio abbiamo corretto, ma a sette-otto undicesimi erano quelli di luglio”.

    E sul calendario rivoluzionato nell’ultima parte di stagione. “Lo stop  – ha ammesso Taibi – l’hanno avuto tutti ed ha penalizzato ogni squadra. Visto il finale siamo stati un po’ incondizionati perché eravamo una squadra che rincorreva.  Potevamo vincere sempre, si è giocato ma non siamo stati premiati come qualche domenica prima. Tutto sommato è stato fatto un grande campionato, è mancata la ciliegina.  Per come eravamo messi a dicembre, guardo il bicchiere mezzo pieno”.

    E sui bilanci: “Io mi ricordo le mie interviste in cui dicevo che avevamo dieci squadre davanti.  Pensavo fossero solo dieci, ma visto il monte stipend ieravacmo la quindicesima ero stato ottimista. Con i soldi però non vinci o perdi, bastava essere un po’ più compatti. Ci sono anche le situazioni, ci sono campionati che nascono  un mooo che che non ti aspetti. La Cremonese aveva investito ed ha avuto dei problemi, pur tirandosi fuori. Il Cittadella non è più una sorpresa. Non sempre spendendo di più ottieni risultati, credo che in un campionato devi avere anche la forza di reagire nei momenti negativi e la fortuna di non subire infortuni. Tutte le neopromosse quest’anno ci siamo fermate cinque mesi e questo è stato penalizzante.”.