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    Reggina, Gallo: “La B è solo digeribile. Stagione surreale. I soci mi sono indigesti. Il Sant’Agata ora sembra Gardaland”.

    La Reggina punta ad essere ambiziosa.  La possibilità di essere affiancata da tante aziende esiste a livello sponsor , ma al momento sembrano esserci tanti fatti.

    “Una società – ha chiarito Gallo – come la Reggina, con quelle che sono le ambizioni che una società come la Reggina che deve avere perché rappresenta una tifoseria nutrita, forte e una città e importante, non può basarsi su quelle che sono le intenzioni. Di intenzioni ve ne sono tante.  Sapeste quante ne ho io, ma restano intenzioni. Poi, però, quando devi far fronte alla gestione economica di una società, con tutto quello che ne concerne, le intenzioni non servono a niente. Per adesso sono intenzioni, anche perché con l’anno che abbiamo passato sinceramente abbiamo, come club, abbiamo bisogno di più che intenzioni. Speriamo che tante intenzioni diventino realtà. Questo non è per il bene mio, ma per il bene del club. Di brand che si avvicinano ne abbiamo.  Qui parliamo di uno dei marchi a livello calcistico più importanti d’Italia, chi non vorrebbe avvicinarsi alla Reggina? Il fatto di avvicinarsi e fermarsi lì…”.

    Gallo parla anche degli aiuti del governo alle società dopo un anno dove la mancanza dei tifosi ha pesato sulle casse societarie. “Le società di calcio professionistiche – ha evidenziato –  sono totalmente sulle spalle dell’imprenditore che le sostiene. Poi il governo può fare quello che gli pare. Quando però si va sul pratico il club sta sull’imprenditore che lo possiede dal punto di vista strettamente economico. Quella è la verità dei fatti. Poi queste cose qui le lascio ai professionisti che se ne intendono di più e ho un direttore che generale che usufruirà di quelli che sono gli ultimi emendamenti, i decreti. Quest’anno, ad un certo punto, è sembrato normale entrare al Granillo e non trovare neanche un tifoso. Poi ogni tanto leggevi un qualcosa di un tifoso che metteva le foto o un video  della curva e sembrava un film che risaliva alle guerre puniche. Sembrava normale stare in tribuna e sentire gli allenatori che stavano sul campo.  Anche il gap tra una squadra con uno stadio piccolo con poco pubblico con uno stadio come il Granillo e una tifoseria appassionata come quella della Reggina, è stato un gap tagliato via.  L’anno prima la Reggina in Serie C aveva fatto 6000 abbonati, quanti ne avrebbe fatti in Serie B?A volte ci ho pensato. E, invece, quest’anno niente. Non si può vedere. Non c’era un euro che entrava ogni santa partita.  Quanti spettatori avrebbe fatto il Reggina-Monza di quest’anno in tempi normali? 20.000!.  T u giocavi e  incassavi zero e che avevi?  Solo spese: , impicci, imbrogli, l’ambulanza.  Poi, però, ad un certo punto sembrava tutto normale . Questa stagione è stata surreale.  Io non so quanti club avranno possibilità di potersi iscrivere al campionato l’anno prossimoe quanti avranno la possibilità di fare una campagna acquisti, perché si baseranno su quelle che sono le loro capacità economiche. Poi facciamo tutti i decreti”.

    Gallo stoppa sul nascere l’ipotesi di nuovi ingressi in società: “Per quanto riguarda la mia storia prettamente imprenditoriale ho sempre viaggiato da solo. Non posso contemplare la possibilità di un socio anche di minoranza. È letteralmente impossibile. Lo escludo totalmente. Non può essere e non sarà mai, anche perché sono uno a cui piace decidere le proprie cose. Ci rifletto bene e prendo le decisioni, perché la mia vita verte esclusivamente sul prendere decisioni. Non riuscirei a confrontarmi in maniera civile con un altro socio.  Continuo a dire e lo ripeto nuovamente: la Reggina è qualcosa di certo, anche se quando sono arrivato io non era così certo. Forse l’ho fatta diventare un po’ più certa io, ma questa e e lo sarà al di là dei personaggi e ci lavorano.   I soci, comunque, mi sono indigesti”.

    Il vivaio è uno di quei punti su cui la Reggina punta a migliorare: “Il settore giovanile è un qualcosa su cui da quando sono arrivato provo a mettere mano.  Il problema è che magari avessi preso una società che aveva solo il problema del settore giovanile. Il problema è rimasto perché siamo nati completamente da zero. Abbiamo un centro sportivo che sembra Gardaland. Mancano solo i gonfiabili per i bambini. Il centro sportivo che funzione ha oltre a quella di far allenare e accudire la prima squadra? Il settore giovanile, la scuola calcio. Questo è un cruccio da quando sono arrivato “.

    Gallo non vuole sentire parlare di una B che assomiglia ad una A2:”La Serie A è la Serie A, perché ci stanno i più grandi club. Perché tutti vogliono arrivare lì. Stare in Serie A è il Paradiso, il Gotha del calcio italiano. La Serie B è la Serie B, come dissi che la Serie C è la Serie C e dissi che era un insulto stare in Serie C e infatti l’ho tolta subito. La Serie B è già più digeribile per un club come la Reggina”.