Quattro sconfitte consecutive. Cinque nelle ultime sei. Sono numeri che racconta in maniera inequivocabile il fatto che la Reggina viva un momento negativo. A qualcuno piace chiamarla crisi, ma di certo la semantica delle parole usate non serve a spostare il peso dei numeri. E forse anche la sensazione che, in questa fase, davvero nulla vada bene. Dall’jnsoddisfazione per le direzioni di gara, agli errori, ai limiti e arrivando fino all’idea che anche il meno quotato degli avversari la metta sempre all’incrocio dei pali.
Chi ha giocato a calcio sa bene che la psicologia conta. Inzaghi dovrà essere psicologo, ma nel frattempo c’è uin gol che racconta fedelmente il momento della squadra amaranto. Si tratta del secondo segnato dal Cittadella.
In quell’azione Antonucci sbaglia nettamente un passaggio con un compagno. Quella palla diventa, però, un autolancio per lui che brucia tutta la difesa in velocità, segnalando una mancanza di reattività e di lettura difensiva. A testimonianza di come non tutto sia casuale.
Il trequartista del Cittadella, con una prateria davanti, è stato steso da Cionek proprio al limite dell’area. Fallo inevitabile per il difensore. Sulla punizione, nata dunque non solo per sfortuna, arriva anche la buona sorte ad aiutare i granata. Crociata calcia bene, ma è decisiva la deviazione di Terranova che fino a quel momento aveva giocato un’ottima partita. Uno che, tra l’altro, è arrivato nel mercato di gennaio, a testimonianza di come anche gli episodi fortuiti segnalino come quel mese abbia rappresentato una sorta di spartiacque. Lo dicono i risultati e forse anche un mercato che, per i motivi che tutti sanno, non ha permesso di rafforzare la squadra come la proprietà avrebbe voluto e potuto.
C’è, dunque poca reattività difensiva, un po’ di sfortuna ed anche il morale basso. La Reggina, però, ha anche qualità e quando si offrono prestazioni come quelle del primo tempo serve solo riordinare le idee, farsi forza e provare ritrovare la strada giusta.






