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    Reggina: il timoniere giusto in tempi stretti o si va a sbattere

    Pochi mesi fa si sottolineava come la Reggina avesse dei problemi anche per un organigramma che non prevedeva un responsabile dell’amministrazione che conoscesse il calcio nella sua parte più burocratica. Qualcuno che potesse coordinare figure professionali eccellenti (Salvatore Conti, ad esempio) che lavorano dietro le quinte del club.

    Nessuno poteva pronosticare che i problemi avrebbero raggiunto un livello superiore.  Il dato di fatto è che, al momento, la società (oggi come allora) avrebbe bisogno qualcuno che si esperto di dinamiche gestionali calcistiche ad alto livello.

    Nei giorni scorsi si era detto che l’amministratore unico è ancora Luca Gallo. E, al momento, le cose non sono cambiate. Beneficiando del potere delle quote (oggi sequestrate) l’amministrazione giudiziaria, potrà attraverso la Club Amaranto Srl far decadere il patron  e nominare una persona che potrebbe essere incaricata di dirigere le operazioni di iscrizione.

    I rischi sono essenzialmente due, ma convergono in uno: la perdita di tempo che, in questa fase, la Reggina non può permettersi.

    Il primo è che si perda troppo tempo per portare a termine queste due procedure. Il secondo è che venga nominato un burocrate, magari eccezionale nelle sue mansioni al di fuori del calcio, ma che non ha competenza per conoscere un mondo sui generis. L’eventuale periodo di acclimatamento corrisponderebbe ad ulteriori giorni preziosi persi.

    La Reggina ha bisogno al più presto di qualcuno che sappia come muoversi. Che abbia le conoscenze destreggiarsi nei meandri del regolamento, che abbia conoscenze per guidare i nuovi acquirenti, tranquillizzarli e abbassare lo scoglio per raggiungere l’iscrizione al prossimo campionato.

    Non che, ad oggi, chi vuole il club (se andrà fino in fondo) sia qualcuno con problemi economici (anzi), ma trovarsi la tavola apparecchiata bene può fare la differenza prima dell’ultimo miglio (e probabilmente anche prima).

    Il rischio è non portare la nave in porto per mancanza di timoniere…e sarebbe la peggiore delle beffe