• Home / Sport / Reggina / Reggina: Giacchetta sogna la A, da ds criticato a Reggio ma fu l’ultimo ad avvicinarsi alla massima serie

    Reggina: Giacchetta sogna la A, da ds criticato a Reggio ma fu l’ultimo ad avvicinarsi alla massima serie

    Un anno fa la Cremonese lottava per non retrocedere. Oggi è una candidata credibile alla massima serie. Comunque vada questa stagione è già un successo per i grigiorossi, che hanno un budget alto ma rientreranno.  Lo faranno con i premi di valorizzazione dei tanti giovani arrivati dalle grandi di Serie A, con gli introiti del minutaggio o meglio ancora in caso di promozione.  Il budget, intanto, va chiaramente anticipato e la solidità dei lombardi non è una scoperta.

    Un buon risultato per il ds cremonese. Il Giacchetta calciatore, a distanza di anni, è quasi inutile commentarlo. Con le sue doti, che non erano certo tecniche (ed è il primo a saperlo), ha fatto la storia della Reggina.

    A Reggio, però, per una decina d’anni ha fatto anche il dirigente.  Prima da responsabile di un settore giovanile che ha portato gli ultimi calciatori che sono arrivati a diventare professionisti (Coppolaro e Rizzo, ad esempio), poi da ds in una situazione in cui anno dopo anno c’era la sensazione che quaclosa si stesse rompendo.

    E i dati di fatto dicono che fu l’ultimo direttore sportivo ad andare ad un passo dalla Serie A con Atzori in panchina e una serie di calciatori presi dalla Serie C: Acerbi, uno su tutti.

    Erano anni in cui veniva criticato ferocemente, per via di risultati che andavano peggiorando. L’evoluzione della storia della Reggina, fino al 2015, spiega come passo dopo passo le cose iniziassero a peggiorare non certo per responsabilità del ds.

    Poi è ripartito dalla C. Anni importanti all’Albinoleffe, portata con progetti fondati sui giovani e la chiamata della Cremonese. Che oggi si gioca la Serie A, con un dg come Ariedo Braida (a proposito di direttori generali).

    A testimonianza di come spesso, nel calcio e non certo solo a Reggio,  il ds finisca nell’occhio del ciclone, ma ci sono tanti fattori da considerare. Ne sa qualcosa Massimo Taibi, che proprio qualche settimana fa ha dichiarato quanto in molti casi si sia sentito un parafulmine ogni volta che le cose non vanno bene.