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    Reggina: c’è anche la chiarezza sugli obiettivi come presupposto per il futuro?

    La stagione della Reggina, qualora dovesse concludersi con una salvezza tranquilla, come dovrebbe essere letta?  Considerato l’avvio di stagione e i programmi pubblicizzati, si rischia di avere una lettura errata.

    In primis perché il club amaranto ha il nono monte ingaggi del campionato, quindi ci sarebbero dovute essere otto squadre già superiori.  Che poi, in qualche caso, il Parma possa arrivare dietro e il Cittadella davanti sta nell’ordine dell’imprevedibilità del campionato cadetto.

    Ma è pur vero che squadre con spese paragonabili a quelle della Reggina (leggasi Crotone, in base ai dati rivelati dalla Gazzetta dello Sport ) versano in condizioni sensibilmente peggiori.

    La Reggina scende ancora se si va considerare la parte fisse del monte ingaggi, quella che non prevede i bonus che si concretizzano in caso di raggiungimento degli obiettivi. Alcuni di questi erano legati alla promozione in Serie A.  Gli amaranto scivolano addirittura alla dodicesima-tredicesima posizione con questa notazione.

    Ecco perché una salvezza tranquilla sarebbe non un fallimento, ma forse un normale risultato in base a quello che è stato il budget.  Sia chiaro: mai probabilmente nella sua storia la Reggina ha investito quanto nell’era Gallo, ma in questa Serie B risiede nella colonna destra della classifica in quanto a capitale posto ad affrontare la stagione.

    I play off erano un obiettivo ambizioso e dichiarato, ma dato più forse per dare entusiasmo alla piazza.   Taibi e Stellone,  per il futuro, si aspettano anche una svolta comunicativa nel dichiarare apertamente come potrebbero cambiare le cose nella prossima stagione.

    Anche perché i movimenti da considerare nella prossima Serie B sono due:  il ritocco verso il basso del budget amaranto e l’arrivo in cadetteria di società con maggiore disponibilità di quelle che potrebbero uscire. Che poi la B dia spazio a risultati imprevedibili, in un senso o in un altro, fa parte della storia del campionato più bello che c’è in Italia.