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    Reggina, con soli giovani ed emergenti si rischia grosso

    Sembra un tunnel senza fine quello di negatività in cui si è intrufolata la Reggina. La sconfitta con il Monza, arrivata neanche un tiro in porta, è l’ennesimo campanello d’allarme che qualcosa non funzioni.

    La necessità di intervenire sul mercato è stata espressa a chiare lettere da Mimmo Toscano e pertanto non è solo un’impressione che può essere raccolta dall’esterno.

    L’allenatore ha chiesto chiaramente uomini che sappiano fare le due fasi, che abbiano intensità e passo.  Caratteristiche che in genere si possono anche trovare nei giovani e nei calciatori di Serie C che la Reggina pare orientata a trovare, ma a questo punto del campionato dove non si può sbagliare più nulla potrebbe trattarsi di un rischio.

    Di giovani la Reggina in organico ne ha tanti. Molti di loro non hanno mai visto il campo: da Amione e Franco, passando per Gavioli e Tumminello.   Il fatto che non siano mai andati in campo autorizza a credere che non conta  tanto la carta di identità. quanto necessità di avere giocatori pronti.

    La Reggina ha bisogno di uomini che diano subito una marcia in più alla squadra, come avvenuto l’anno scorso.   Arrivarono calciatori che elevarono in maniera netta ed indiscutibile il livello della squadra, andando a potenziarla.

    Cinque titolari su undici: Nicolas, Lakicevic, Edera, Crimi e Montalto, a cui si aggiunge l’esplosione di Folorunsho che valse quasi come un nuovo acquisto.  Il titolare fa sei su undici, con a margine altri elementi come Okownkwo, Micovschi e  Kingsley che, pur non incidendo, furono utili nelle rotazioni.

    Per invertire la tendenza arrivarono, dunque, giocatori che non erano certo di primo pelo o esordienti in Serie B.

    L’auspicio è che le dichiarazioni che parlano di assenza di obiettivi importanti (intesi come giocatori di curriculum e non come nomi di grido) sia solo pretattica e che, in fondo, ci sia l’auspicio che sul gong del mercato si possa piazzare qualche affare vantaggioso.