Le prossime settimane saranno decisive: per l’Italia e per l’Italia del calcio. L’alto numero dei contagi che sta interessando il Paese potrebbe portare ad una nuova stretta sugli eventi di massa e tra queste ci sono le manifestazioni sportive.
Regole stadi: dopo la stretta di gennaio, altri provvedimenti possibili?
Le nuove regole parlano di una capienza riportata al 50%, dell’obbligo di Ffp2 per gli spettatori e di Super Green Pass per accedere agli impianti. Si proseguirà su questa linea qualora la diffusione del virus a ritmo sostenuto non dovesse portare ad un aumento del carico sugli ospedali.
Per arrivare alla chiusura degli stadi, al momento, occorre che una regione vada in zona rossa. Una prospettiva che, soprattutto con una sanità fragile come quella calabrese, rischia di non essere lontana nel momento in cui si finisce in un trend negativo epidemiologico come quello in corso.
Telefonata Draghi-Gravina
Non è, inoltre, da escludere che un’accelerata verso la chiusura degli stadi non possa arrivare anche da una norma nazionale. Il presidente della Figc Gabriele Gravina, in un’intervista rilasciata a Tuttosport, ha rivelato di avere avuto una telefonata con Draghi in cui si è fatto il punto della situazione.
Un’interlocuzione con cui il premier , stando a quanto rivelato dal numero uno del calcio italiano, si parlato della situazione generica di un movimento che rappresenta uno dei principali vettori economici del Paese.
Stadi chiusi, un rischio ipotizzabile già oggi
C’è, però, un passaggio delle dichiarazioni del presidente della Figc abbastanza significativo. «Esiste – ha dichiarato Gravina a Tuttosport – evidentemente il rischio che un ulteriore incremento dei contagi ci porti agli stadi con le porte chiuse come è già avvenuto in Bundesliga, mentre in altri paesi sono state adottate decisioni che hanno comunque imposto la riduzione del numero degli spettatori. Nessuno può prevedere con certezza l’evoluzione della situazione».






