15 gennaio. La data è cerchiata in rosso e rappresenta il giorno in cui la Reggina dovrebbe tornare in campo contro il Brescia.
Occorre ricordare che la partita era in programma lo scorso 26 dicembre , ma si era deciso di rinviare due turni del campionato di Serie B per effetto dei primi focolai Covid che avevano iniziato a riguardare le squadre cadette.
Non si erano fatti i conti con la possibilità che la situazione potesse peggiorare a livello epidemiologico. Ed è puntualmente avvenuto.
La stessa Reggina, ad una settimana dal match, ha 14 elementi del gruppo squadra ancora positivi ed impossibilitati ad allenarsi fuori dalla propria abitazione. Far andare in campo così tanti professionisti con pochi allenamenti nelle gambe (che sarebbe anche l’unica soluzione possibile a livello numerico) è un rischio che non si può dare ad atleti e a società che investono nel calcio.
La problematica non riguarda solo la Reggina, ma anche altri club. Il Cosenza, ad esempio, ha da poco saputo di avere 21 positivi. Altre squadre stanno, però, iniziando ad avere negativizzazioni.
La buona notizia è che una volta smaltite le infezioni (al netto di situazioni imprevedibili del virus) diventa improbabile che una squadra, soprattutto se colpita pesantemente, possa tornare ad avere problemi epidemiologici. Ragion per cui le società potrebbero chiedere di posticipare ancora il campionato e di andare in campo dopo un paio di settimane con una situazione normalizzata.
Il precedente è stato creato con i rinvii natalizi e pertanto si potrebbe nuovamente mettere alla votazione la questione, si auspica con l’individuazione di un regolamento che possa regolamentare eventuali singoli rinvii nel momento in cui dopo una nuova pausa dovessero profilarsi nuove criticità epidemiologiche.






