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    (VIDEO) Gallo: “La Reggina non è in difficoltà. Serve oculatezza, senza il Covid avremmo aggredito la B”

    La Reggina non ha particolari problemi economici, la gestione del campionato di B dal punto di vista amministrativo non ha alcuna criticità grazie agli interventi del presidente dovuti anche al periodo al Covid  e senza la pandemia oggi gli amaranto avrebbero molta più capacità finanziaria.

    A fare questo punto della situazione è stato Luca Gallo in una lunga intervista rilasciata ad Aeroplani di Carta.

    “Non c’è – ha dichiarato – una problematica oggettiva specifica.  È tutto quanto rapportato ad un momento nazionale ed internazionale dovuto alla pandemia che non accenna a finire. In questo momento si è alle soglie, speriamo di no, di una quinta ondata. Se prima ti potevi muovere in in certo modo, adesso devi essere più oculato. Oggi vale per la Reggina, come per qualsiasi club”.

    Senza il Covid la Reggina avrebbe probabilmente allestito una corazzata senza badare a spese.”Sarebbe continuato sulla falsariga della Serie B. Il mio intento era quello di aggredire la B con la stessa forza con cui abbiamo aggredito la A”.

    “Io – ha aggiunto –  avevo vissuto il campionato di C in quel modo, aggredendolo sotto tutti i punti di vista. Anche la storia della maglietta. era tutto atto a far sì che la Reggina fosse un club spavaldo con la spavalderia di essere la Reggina. Fra Serie B e Serie C non è che c’è grande differenza, incassi di più ma gli stipendi sono molto più alti. È la Serie A che ti cambia le prospettive a livello economico.  Non significa che avrei vinto da subito in B, ma gli acquisti di Cionek e Menez sono paragonabili a quelli di Denis e Reginaldo in Serie B”.

    Lo ha lasciato intendere Luca Gallo in una lunga intervista rilasciata ad Aeroplani di carta in cui ha ripercorso tutti gli anni vissuti al timone del club, dove resta intatta la volontà di portare il club in Serie A e di iniziare  a sfornare talenti dal vivaio.

    “Volevo restituire dignità ai tifosi della Reggina. Ogni tifoso sente di averla, ma bisogna vedere anche cosa pensano gli altri. Presi la Reggina il 10 gennaio, eravamo in pieno calciomercato e Massimo Taibi mi diceva che nessuno voleva venire. Ho dovuto pagare delle cifre molto alte per farli venire, fuori mercato per convincere a venire. Il fatto di riprendere in modo aggressivo l’immagine della Reggina, di imporla, serviva proprio a ridare la giusta immagine fuori da Reggio.  La Reggina era annoverata come una squadra non di grande prospettiva, una nobile decaduta con tutto quello che introno godeva di questa cosa. A livello regionale c’erano squadre calabresi che prima erano molto più quotate, avevano un’immagine migliore della Reggina.  Dovevo dare uno shock, una spinta. Lo dovevo fare in maniera aggressiva e plateale.  Platealità ricercata e fatta apposta. Magari un altro sarebbe risultato in quel momento, esponendosi in quel modo, la caricatura di se stesso”.ù

    Anche a costo di dover mettere pesantemente  le mani in tasca pesantemente, Gallo è andato dritto per la sua strada”Era inconcepibile – ha proseguito Gallo –  che un club come la Reggina stazionasse nella mediocrità della Serie C. Questo modo di muoversi è stato vincente. Sono i dati di fatto che lo dicono. A livello sportivo si è vinto il campionato, a livello di immagine la Reggina era presente su ogni operazione di mercato.  Abbiamo ridato dignità, cuore, anima ad un club”.

    E poi una battuta sul fatto che adesso la squadra gioca in B e gira per il nord sostenuta da migliaia di tifosi.  “Qualcuno  (in C, ndr) c’è rimasto tutt’or, è un dato di fatto. Quando sono arrivato lì sembrava fosse arrivato Calimero”.

     

    Il video completo: