di Pasquale De Marte – A guardare il primo tempo era sembrato che Mimmo Toscano avesse avuto la bacchetta magica. I novanta minuti hanno raccontato, invece, che la Reggina ha ancora dei problemi da risolvere e lacune da colmare.
Da Como gli amaranto, spinti da un migliaio di tifosi, tornano con un punto che spezza la serie di cinque sconfitte consecutive e qualche certezza in più.
Quella che potrebbe aver portato con sé il cambio di allenatore e che è emersa nella prestazioni di alcuni singoli che sono tornati a regalare scampoli della loro qualità, Rivas su tutti. Un nome non casuale, se si considera che si tratta di un giocatore che il tecnico rientrato al Sant’Agata conosce meglio di chiunque altro.
Si dovrà, però, andare ad indagare perché una partita che per almeno un’ora gli amaranto hanno meritato di vincere, si sia finiti per rischiare di perderla. Il calo fisico, in una squadra che non ha grande brillantezza per un’età media un po’ troppo elevata, può diventare una parziale giustificazione.
Poi ci sono le contingenze e un momento che continua a non regalare episodi favorevoli, a partire dal calcio di rigore che ha riportato in partita un Como che era apparso in balia della squadra di Toscano.
Ottima Reggina nel primo tempo, a troppo poco l’1-0
Difesa a tre? 3-5-2? Niente di tutto questo. Mimmo Toscano ha schierato a Como una Reggina che, per certi versi, più che quella di Aglietti, ricordava quella di Baroni. 4-2-3-1 con Cortinovis a fare da anello tra centrocampo e prima linea. Un modulo che ha dato l’idea di poter coprire il campo in modo migliore rispetto, ad esempio, al 4-4-2 visto in prestazioni nefaste come quelle contro l’Alessandria.
Oltre al modulo, però, si è vista una Reggina diversa nell’atteggiamento. Nella fluidità di manovra, nella capacità di giocare con pochi tocchi e di muovere la palla con una velocità adeguata a spiazzare la fase difensiva amaranto. In alcune fasi si è addirittura vista la squadra portare il pressing alto, caratteristica che ad un certo punto sembrava potesse non essere nelle corde della squadra.
Il gol del vantaggio è nato una discesa di Bellomo, schierato sulla destra, che con il mancino ha severamente impegnato Facchin. Sulla respinta il più lesto è stato Rivas. quasi a mettere fine ad un momento negativo che durava a lungo a livello personale.
La difficoltà nel leggere i movimenti di Cortinovis è stata un’ulteriore spina nel fianco dei lariani che, nel primo tempo, hanno avuto grandi difficoltà nel portare la palla nell’area difesa da Turati.
L’unico rammarico del primo tempo amaranto è stato non aver legittimato una netta superiorità con un vantaggio più ampio dello striminzito 1-0, con diverse occasioni in cui sarebbe stato possibile ampliare il margine.
Il rischio era che , con un nulla o un semplice calcio piazzato, le carte potessero essere rimescolate. E puntualmente ciò è avvenuto. Mani in area di Stavropoulos e al 55′ Cerri dal dischetto ha riportato il match in parità.
Episodi a sfavore degli amaranto
Nella seconda parte del secondo tempo la Reggina è andata nuovamente vicina al vantaggio. Bravo il portiere, ex di turno, a respingere prima una punizione di Di Chiara da posizione defilata e poi un tentativo a giro di Cortinovis.
Nel finale, però, è stato il Como a recriminare per almeno tre grandi occasioni: prima per un contropiede neutralizzato in uscita da Turati e poi per la grande doppia chance per il reggino del Como: Gliozzi. L’attaccante prima ci ha provato con una bella girata di destro e coglie il palo con il destro, poi ha trovato un super intervento dell’estremo difensore amaranto su un colpo di testa sugli sviluppi di un corner.
Nel finale, però, l’ingenua doppia ammonizione di Cionek ha costretto la Reggina a difendersi senza un difensore centrale di ruolo ed in inferiorità numerica. La sofferenza finale ha regalato l’1-1 agli amaranto.
COMO-REGGINA 1-1, IL TABELLINO
Marcatori: 16′ Rivas (R), 55′ rig. Cerri (C).
Como (4-4-2): Facchin; Vignato, Scaglia, Solini, Cagnano; Iovine (68′ Kabashi), Arrigoni, Bellemo, Parigini (89′ Gabrielloni); La Gumina (68′ Gliozz), Cerri. A disposizione: Bolchini, Zanotti, Toninelli, Bertoncini, Gatto, Peli, Bovolon, Luvumbo. Allenatore: Gattuso.
Reggina (4-2-3-1): Turati; Adjapong (60′ Lakicevic), Cionek, Stavropoulos, Di Chiara; Bianchi (60′ Hetemaj), Crisetig; Bellomo (73′ Laribi), Cortinovis (79′ Liotti), Rivas; Galabinov (73′ Montalto). A disposizione: Micai, Amione, Loiacono, Regini, Ejjaki, Gavioli, Denis. Allenatore: Toscano.
Arbitro: Gianpiero Miele di Nola. Assistenti: Claudio Gualtieri di Asti e Francesca Di Monte di Chieti. IV ufficiale: Niccolò Turrini di Firennze. VAR: Piero Giacomelli di Trieste. A-VAR: Salvatore Affatato di VCO.
Note – Spettatori 3 098, di cui 375 ospiti. Ammoniti: Adjapong (R), Bellemo (C), Cionek (R). Espulso: all’85’ Cionek (R) per doppia ammonizione. Calci d’angolo: 12-9. Recupero: 4’st.





