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    Reggina: quattro schiaffi dal Benevento, disastro amaranto

    di Pasquale De Marte –    È una Reggina che torna da Benevento con le pive nel sacco.  Tre sconfitte nelle ultime quattro giornate sono la punta dell’iceberg di una situazione che inizia a farsi allarmante sul piano dei segnali che arrivano e potrà essere ribaltata solo nel momento in cui torneranno i risultati.

    Quelli, ad esempio, che sono provenuti dallo stadio Vigorito della città del Sannio non hanno possibilità di smentita.  Non c’è mai stata partita, ad ogni livello.  Né sul piano fisico, né su quello tattico.   I giallorossi hanno vinto ogni contrasto, sono arrivati sempre prima sulle seconde palle e hanno mostrato di avere un qualità media superiore rispetto a quella amaranto.  Parametri, tra l’altro, che potevano risultare chiari sulla base di quello che è il monte ingaggi delle due squadre.

    Ciò che però continua a offrire preoccupazioni è che , alla Reggina è bastato ancora una volta  trovare un avversario che corresse veloce e pressasse a tutto campo per andare in tilt.  Per vedersi minare tutte le certezze che avevano permesso di conquistare una buona posizione di classifica.  Il doppio centravanti ha continuato non convincere  come esperimento, con l’unica eccezione rappresentata dal derby vinto a Cosenza dove però c’era un avversario più debole rispetto agli altri affrontati.

    Benevento-Reggina: Viviani e Lapadula spezzano un equilibrio che non c’è mai stato

    Nel primo tempo i timbri campani sono stati quelli di Viviani e Lapadula.  Bello l’inserimento del centrocampista ed il colpo di testa per il suo primo gol da professionista, rivedibile l’immobilismo della fase difensiva amaranto beffata dalla mancata capacità di capire la dinamica dell’azione.

    Da manuale è stato, invece, il destro dell’attaccante che, lanciato in contropiede, ha insaccato all’angolo un diagonale come i bombe veri sanno fare.   Le le due reti che hanno configurato il doppio vantaggio giallorosso sono stati il giusto premio ad una prima frazione in cui la Reggina ci ha davvero capito poco.

    Per certi versi il match del Vigorito sembrava la naturale prosecuzione del censurabile secondo tempo offerto contro la Cremonese.  I ritmi vertiginosi imposti dal pressing dei padroni di casa, la loro rapidità d’esecuzione e qualità individuale ha messo all’angolo la Reggina, impacciata e statica.

    Il diluvio sugli amaranto

    Agli amaranto è mancato un rigore che l’arbitro non ha visto su Ricci e forse è  l’episodio che, da subito, avrebbe potuto riaprire la contesa, ma la poca consistenza della prova offerta nel primo tempo rende assai labili gli eventuali alibi degli amaranto che, anche in altre occasioni, hanno rischiato più volte di capitolare per la terza volta.

    Fantasia, forza  e carattere è quello che, invece, Aglietti ha auspicato di trovare con gli innesti di Cortinovis e Denis, entrati nella ripresa al posto di Ricci e Galabinov.  L’avvio promettente si è, però, rivelata una mera illusione.  Una gran botta di Ionita finita sulla traversa è stata  il campanello d’allarme, seguito dal tris siglato in contropiede  dal moldavo a coronamento di un assist al bacio di uno strepitoso Lapadula.

    Il poker di Tello, nel finale, ha reso ancora più amara la giornata

    BENEVENTO-REGGINA 4-0

    Marcatori: 11′ Viviani, 24′ Lapadula, 57′ Ionita, 69′ Tello.

    Benevento (4-2-3-1): Paleari; Letizia, Vogliacco, Barba, Elia (60′ Brignola); Acampora (77′ Talia), Viviani; Insigne (77′ Moncini), Ionita (60′ Tello), Improta; Lapadula (77′ Di Serio). A disposizione: Muraca, Manfredini, Caló, Vokic, Sau, Masciangelo, Pastina. Allenatore: Caserta.

    Reggina (4-4-2): Turati; Adjapong (58′ Lakicevic), Cionek, Stavropoulos, Di Chiara; Ricci (46′ Cortinovis), Bianchi (58′ Hetemaj), Crisetig, Bellomo; Montalto, Galabinov (46′ Denis). A disposizione: Micai, Amione, Liotti, Loiacono, Regini, Laribi, Rivas, Tumminello. Allenatore: Aglietti.

    Arbitro: Francesco Fourneau di Roma 1. Assistenti: Domenico Palermo di Bari e Giuseppe Perrotti di Campobasso. IV ufficiale: Alessandro Di Graci di Como. VAR: Valerio Marini di Roma 1. A-VAR: Daniele Marchi di Bologna.

    Note – Ammoniti: Bellomo (R), Bianchi (R), Elia (B). Calci d’angolo: 10-6. Recupero: 1’pt.