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    Reggina, il doppio centravanti bene solo nei minuti di disperazione

    Reggina-Cittadella è stata una gara che ha visto gli amaranto perdere con il paradosso di farlo con il portiere avversario migliore in campo.

    Un dato che può avere diverse chiavi di lettura. È però innegabile che si potesse fare meglio sia nella prestazione dei singoli che in alcune scelte.

    Jeremy Menez, ad esempio, nel primo tempo ha dimostrato di non essere in giornata felice. Le sue idee spesso sono state sbagliate e le esecuzioni ancora peggio, ma nell’economia del gioco la sua posizione era un riferimento e svolgeva un’essenziale azione di collante tra centrocampo ed attacco.

    Nella seconda parte del match Aglietti ha scelto di ridisegnare la squadra con un 4-4-2 puro con due centravanti ad occupare il fronte offensivo: Montalto e Galabinov.

    Per almeno venti minuti della ripresa si è visto uno scollamento evidente tra i reparti con la squadra che faticava a tenere distanze che consentissero di orchestrare gioco. Merito anche di un Cittadella che era molto più corto e che ha iniziato a soffrire solo nel momento in cui le energie lo hanno costretto ad abbassarsi.

    In quella fase le occasioni hanno iniziato a fioccare, anche per l’ingresso di Denis che pare avere una maggiore attitudine a dialogare con i compagni nel momento in cui viene schierato accanto ad un’altra punta di peso.

    Il fatto che la Reggina, oltre a Menez e all’adattato Rivas, non abbia vere seconde punte può essere considerato uno dei limiti di quella che resta la rosa di una buona squadra.