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    Perché Nicola Bellomo è il calciatore simbolo della rinascita della Reggina

    Nel giorno del suo esordio con la maglia della Reggina Nicola Bellomo segnò a tempo praticamente scaduto a Bisceglie. Un segno del destino che lasciava prefigurare come il suo passaggio da Reggio Calabria non sarebbe stato come tutti gli altri.

    In quell’occasione segnò sotto il settore ospiti, corse dai suoi nuovi tifosi e a fine dichiarò qualcosa del tipo:”Sono tifoso del Bari, siamo gemellati e a Reggio è come se fossi a casa”.

    Era il minuto 95′ della sua prima con la maglia della Reggina.  Da poco era iniziata l’era Gallo, di cui è al momento il più longevo protagonista in campo.

    Nel frattempo le stagioni in amaranto sono diventate quattro.  Nelle partite chiave c’è sempre stata la sua firma.  Quella, ad esempio, contro il Catanzaro che lanciò la fuga della Reggina di Mimmo Toscano.  Il 70% del gol di Corazza contro i giallorossi si può dire fosse merito del suo millimetrico cross.

    La gara della svolta dopo il ritorno in Serie B fu probabilmente la vittoria a Reggio Emilia. E chi la decise? Proprio Nicola Bellomo.   Il sospetto più bello è che la vittoria di Perugia possa rappresentare quantomeno l’inizio di un periodo di nuove soddisfazioni , nel frattempo resterà agli annali come quella decisa da un gol e da un assist del centrocampista barese.

    Bellomo è uno che da Reggio non è mai voluto andare via.  Le richieste non gli sono mai mancate e neanche gli allenatori che nutrivano dei dubbi sul suo utilizzo nel loro schieramento tattico.  In primis  Baroni e lo stesso Aglietti non ha negato come avesse parlato chiaro con lui rispetto alla necessità che gli desse determinate risposte per poterlo considerare arruolabile nel suo progetto.  Bellomo, invece, ha scalato ogni gerarchia lavorando in silenzio.

    La maggioranza del popolo amaranto è sempre stato dalla sua parte, ma non sono mancate nel tempo  le critiche, È stata anche questa è stata spesso la caratteristica di altri calciatori che hanno vestito a lungo la maglia amaranto.  Si possono citare anche autentici mostri sacri come Simone Giacchetta e Ciccio Cozza, a volte sembra sia una sorta di dazio da  pagare per essere consegnati alla storia.

    È cresciuto Nicola.  Si fa scivolare tutto addosso, non ha mai messo in discussione il suo attaccamento alla maglia e il suo unico pensiero è fare gol, magari andando a festeggiare con i suoi tifosi.  Un dato non più scontato nel calcio ma che, come si può vedere, ricorre spesso nel numero dieci della Reggina.

    Dopo quattro stagioni sta per arrivare un altro rinnovo, l’obiettivo è far crescere i suoi numeri in amarnato.  80 presenze, 10 reti e 11 assist.  In una partita su quattro, come si può notare, c’è stata una sua giocata decisiva.   E i numeri, si sa, sono incontrovertibili.  Come non lo sono, in realtà, neanche le sue prestazioni.

    L’idea che sia partito tutto da Bisceglie e ora si è in attesa di capire se si può sognare  ancora-rende tutto  un po’ più romantico e richiama altre storie già  viste in amaranto.