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    Reggina, Taibi avverte: “Diamo il massimo o il Frosinone ci castiga, con il Pordenone qualcuno ci ha spinto dall’alto”

    La Reggina ha pareggiato a Pordenone nel turno infrasettimanale.  In B ogni punto non è mai scontato, basti pensare alla corazzata Parma che va a perdere sul campo di una squadra che fino al momento aveva fatto solo un punto con un pareggio in extremis.

    Ai microfoni de La Giovane Reggina il direttore sportivo Massimo Taibi è tornato sulla sfida del Teghil di Lignano Sabbiadoro. “Di positivo  – ha detto – prendiamo il risultato. La caparbietà di arrivarci. Non siamo contenti della prestazione. Avevamo davanti una squadra che si è difesa bene e ripartiva alla grande.  A cinque minuti dalla fine è arrivato questo pareggio e ci deve servire per la prossima sfida. Se siamo concentrati possiamo far bene”.

    “Ci sono state  – ha spiegato – una serie di situazioni che hanno complicato questa gara. A partire dalla migliore prestazione del Pordenone e dal fatto che noi non siamo stati quelli delle altre partite. Di buono c’è che nonostante questo abbiamo subito due tiri in porta. Il pari lo abbiamo meritato, ma ci aspettavamo qualcosa in più. Ad un certo punto non ci credevo quasi buono”.

    Sabato alle 16.15 arriva  un avversario che ha una grande rosa. “Il Frosinone  – ha spiegato Taibi –  è una delle squadre più complete. Ha fatto degli investimenti importanti che sono un  lusso per la categoria. Sarà una partita difficile per noi, ma anche per loro se giochiamo come sappiamo davanti al nostro magnifico  pubblico. Dovremo essere più attenti, perché il Frosinone rispetto al Pordenone è una squadra che ti castiga di più”.

    Inevitabile un pensiero per Massimo Bandiera, dirigente amaranto scomparso domenica a 48 anni. “Quando giocavo a Reggio – ha ricordato il ds –  era già in società. Lo conoscevo da più di vent’anni. Ho fatto il corso di direttore con lui.  L’avevo ritrovato. Quando muore qualcuno si rischia di usare dei luoghi comuni. Ma lui era veramente una brava persona, sempre disponibile, mai una parola fuori posto. Sempre i toni giusti. Noi eravamo legati, speravamo uscisse da questa situazione. Purtroppo è andato. Io martedì ero scarico, personalmente la partita con il Pordenone non la sentivo. Ero stadio con le mani in tasca, mani in tasca e credo che anche questo abbia influito sui giocatori. Ci abbiamo, però, creduto fino al novantesimo. Qualcuno dall’alto probabilmente ci ha spinto”.