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    I numeri che spiegano (in parte) Reggina-Frosinone

    Reggina e Frosinone, alla fine, si sono equivalse.   Praticamente in tutto: nelle occasioni da rete  e anche nella gestione dalla palla. Alla fine il possesso della sfera è stato perfettamente pari (50%) nel gioco effettivo.

    In campo sono andate due squadre che praticano un calcio diverso, per la natura degli interpreti.  Nella Reggina, al netto di Rivas, non ci sono gli sprinter che aveva a disposizione Grosso e questo ha fatto sì che gli amaranto abbiano a lungo dovuto basarsi su manovre di aggiramento della difesa per poter sfondare nell’area di rigore avversaria.

    Alla fine è venuto fuori un pareggio che è nato anche dal fatto che una caratteristica dell’altra ha annullato quelle dell’avversario.

    Il Frosinone, grazie ai suoi interpreti, ha tentato molte più volte il dribbling rispetto agli amaranto. 19 contro 7, creando spesso superiorità numerica con la giocata individuale. 9 volte un giocatore ciociaro ha vinto l’uno contro uno con un avversario dei padroni di casa.

    La Reggina, però, ha vinto su altri aspetti.  Grazie ad un super Hetemaj ha superato  più volte il Frosinone nei contrasti (13 contro 10), ma ha praticamente dominato sui palloni aerei (25 contro 10)  ed in questo la struttura di squadra di Aglietti  (Basti pensare  a Galabinov) regala un vantaggio che poi si perde nel dinamismo.

    Aglietti dice, però, che ancora la migliore forma deve arrivare.