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    ‘La cultura non va in quarantena’, dieci proposte di lettura

    Dopo i consigli sulle letture al tempo del coronavirus, l’assessora alla cultura di Rende Marta Petrusewicz propone un nuovo decalogo di libri per le settimane ormai denominate della “cultura in quarantena”.

    Avevo proposto una manciata di titoli della narrativa che verte attorno al tema di epidemie. Un amico mi ha scritto: “Marta, suggerisci anche qualcosa di più allegro!”: afferma la storica che, colto l’invito consiglia una serie di libri cosiddetti “leggeri”.

    Ecco, di seguito, l’elenco di narrativa proposto dall’assessora:

    Tre uomini in barca (per non parlare del cane) di Jerome K. Jerome, inglese (1889). Le avventure comiche dei tre amici e il cane Montmorency sul fiume Tamigi ci fanno ridere da 130 anni, e hanno fatto ridere persino Antonio Gramsci.

    Lucifero disoccupato di Aleksander Wat, polacco, (1926). Il povero Lucifero si cerca un posto nella società del primo dopoguerra, e si scopre comicamente inutile.

    Mondo Piccolo. Don Camillo di Giovannino Guareschi, il classico della comicità italiana (1948): le peripezie tra l’orgoglioso prete di campagna Don Camillo e il generoso sindaco comunista Peppone.

    Treni strettamente sorvegliati di Bohumil Hrabal, ceco (1965). Uno strabiliante esempio dell’ironia praghese.

    Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado, brasiliano (1966). Si svolge a Bahia, morto un marito scapestrato ma focoso, Dona Flor lo rimpiazza con uno serio ma noioso.

    Lamento di Portnoy di Philip Roth, statunitense (1969). Un esilarante monologo ininterrotto del narratore, un ebreo americano, al suo psicanalista.

    Le avventure di Guizzardi di Gianni Celati, italiano (1972), storie di un giovane disgraziato, anarchico, ladruncolo, a cui ne capitano di tutti i colori.

    Le lettere di Groucho Marx di Groucho Marx, statunitense (1967), tutta l’euforia comica di Groucho e la sua irresistibile parlantina.

    Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, britannica (1995), spassose avventure di una non-più adolescente, diede origine a un genere nuovo di chick lit (letteratura per ragazze).

    Le poesie di Wislawa Szymborska, polacca (1945-2009). Non comiche, ma impregnate di una tale

    leggerezza da rendere il suo linguaggio, diretto e semplice, intelligibile a tutti.