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    II incontro “La storia di Reggio nella toponomastica”

    Nel ciclo storico-toponomastico organizzato da Pietrakappa – la Botteguccia del Conoscere per illustrare la Storia reggina attraverso le denominazioni delle sue strade, al pubblico di appassionati che ha affollato la sede, è stato presentato da Francesco Arillotta, nel secondo appuntamento in programma, il periodo magnogreco, cioè il periodo di Rhegion, la città vicina al Promontorio Rotto.

    Arillotta ha ricordato le condizioni miserevoli di quei Greci che sbarcarono sulla nostra costa attorno al 730 a.C.: i cittadini di Kalkis erano stati costretti ad abbandonare la loro città per le condizioni precarie che le carestie vi avevano determinato, mentre i Messeni erano stati cacciati dalla loro patria a seguito dei forti dissapori sorti circa la gestione dei rapporti con la potente Sparta. Entrambi i gruppi etnici furono accolti – certamente non senza qualche problema… – dalla  popolazione autoctona, con la quale poi, lentamente, si integrarono, facendo della città uno dei centri urbani più importanti del Mediterraneo.

    Il prof. Arillotta ha menzionato le strade che ricordano questo periodo: da via Magna Grecia, a via Ibico, via degli Arconti, via dei Pritani (erroneamente riportato come via dei Pritanei), fino a via Temesa, ecc. E ha anche illustrato un percorso per visitare idealmente i tanti luoghi della città che conservano testimonianze archeologiche del periodo. Sono scorse, così, le immagini della masseria extraurbana di v. 25 luglio, della casa ellenistica di fronte al Righi, l’area sacra Griso-Laboccetta, le mura magnogreche  del Lungomare, le mura del parco archeologico Trabocchetto-Mati, le tombe ellenistiche del Museo e quelle ricostruite nei giardinaggi del Lungomare, l’Odeon e la torre urbica di v. 24 maggio, nonché la tomba con pozzo del prolungamento di via Tripepi; per finire con lo strato magnogreco dell’ipogeo di Piazza Vittorio Emanuele. Tutte presenze significative di un passato molto illustre, ma spesso in pessime condizioni di fruibilità.

    Nel terzo e quarto appuntamento del 14 e 21 marzo prossimi si parlerà, come prevede il programma, del periodo forse più positivo della storia di Reggio: quello romano, quando la Città si distingueva per la sontuosità dei suoi palazzi e dei suoi impianti termali.